Sergio Pirozzi minaccia Bechis per quei 600 euro…

Sergio Pirozzi insiste e pretende di non dover rendere conto di quello che gli succede intorno. E arriva a minacciare di querela Il Tempo, che ha pubblicato la notizia del bonus di 600 euro chiesto dalla moglie dopo Il Fatto Quotidiano. Ma questa testata non la porterà in tribunale.

Il direttore Franco Bechis non ci sta a subire una minaccia da chi ha fatto persino intervistare e stamane pubblica questo articolo che proponiamo anche agli amici di 7colli. Perché un giornalista coraggioso va rispettato.

L’articolo di Franco Bechis sul Tempo di stamane

Ieri in un video assai disturbato dal vento e in cui per la foga si mangia un po’ le parole, Sergio Pirozzi ha sostenuto di essere vittima di una fake news pubblicata da Il Tempo web (per altro anche su Il Tempo cartaceo con tanto di intervista a lui). Ormai è di moda così, e anche se sei di Amatrice chiami fake news quella che in italiano sarebbe una notizia falsa. Quale? Che anche Sergio Pirozzi – che fa il consigliere regionale nel Lazio- sarebbe stato fra i politici beneficiari del bonus da 600 euro.

Sergio Pirozzi querela Il Tempo ma non Il Fatto…

La notizia l’aveva scritta per primo il Fatto quotidiano e noi l’abbiamo ripresa in due successivi post anche con la versione che lui aveva dato a loro: “E’ stata mia moglie a fare richiesta. Lei ha una sua attività, una cartoleria-edicola, e l’Inps le ha accreditato i 600 euro sul suo conto corrente personale”.

Non ho idea se la signora avesse o meno diritto a ricevere quel bonus Inps (le edicole sono state fra le pochissime attività a cui i dpcm di Giuseppe Conte hanno sempre consentito l’apertura durante il lockdown). Se ne aveva diritto, non ha compiuto nulla di illegale e infatti nessuno ha messo in dubbio questo aspetto. Come legali erano i contributi chiesti e in molti casi incassati da parlamentari (ne sono saltati fuori tre fino ad ora) e consiglieri regionali. E’ un fatto che nella famiglia Pirozzi in quei mesi è sempre entrato intatto come nei mesi precedenti lo stipendio da consigliere regionale del marito con i relativi rimborsi.

Ma c’è anche un altro fatto, che ho fatto presente al consigliere regionale ieri nella telefonata che mi ha fatto: la cartoleria-edicola appartiene a una società in accomandita semplice: la Punto e virgola sas, di cui è socio accomandante lo stesso Sergio Pirozzi, mentre la moglie Teresa è socio accomandatario.

“Eppure la società ce l’hanno insieme marito e moglie”

Sostenere che lui con quei 600 euro non c’entra nulla è la sola “fake news” o meglio “bugia” esistente in questa vicenda: lo è sul piano formale per la società in comune e su quello sostanziale per i 600 euro entrati nel bilancio familiare dei Pirozzi. Per questo consiglio a lui di andarci piano con le minacce a Il Tempo un po’ scomposte agitate nel suo video. Lo vedrò volentieri in tribunale come sembra agognare. Ma niente paura: al giudice di fronte a cui lo chiamerò a rispondere di quel video chiederò un solo risarcimento per quelle minacce alla libera stampa: i 600 euro. Che non verserò in beneficenza, ma restituirò all’Inps dove sarebbero dovuti restare…
Franco Bechis, direttore de Il Tempo