Short Theatre 2026, ultimo atto a Roma: sei eventi chiudono il festival dopo 65 appuntamenti


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Short Theatre 2026 arriva all’ultima giornata dopo 65 appuntamenti, affidando a sei eventi concentrati negli spazi della Pelanda al Mattatoio di Roma il compito di chiudere dieci giorni dedicati alla scena contemporanea. Sabato 12 settembre il festival accompagna il pubblico dal pomeriggio fino a tarda sera, intrecciando performance, drammaturgia, riflessione e incontro. Un finale serrato, costruito come l’ultimo movimento di una lunga maratona culturale.

Il pomeriggio comincia con il corpo

Il programma prende il via alle 17 con Ewa Dziarnowska e This resting, patience, spettacolo che apre l’ultima sequenza del festival nel segno della performance. Alle 18.30 arriva Giulia Crispiani con CAMERA, appuntamento inserito nel percorso dedicato alle drammaturgie. Sono due passaggi diversi ma consecutivi, capaci di introdurre il pubblico nel clima della serata senza brusche accelerazioni. Il ritmo, però, è destinato a crescere ora dopo ora.

L’arte diventa terreno di confronto

Alle 20 lo spazio passa a Françoise Vergès con L’arte come campo di battaglia, incontro della sezione CLASSE, dedicata ai saperi e alla riflessione. Il titolo indica già il cuore dell’appuntamento: interrogare il ruolo dell’arte dentro i conflitti e le trasformazioni del presente. È il momento in cui Short Theatre rallenta lo spettacolo per lasciare entrare le idee, prima di tornare al linguaggio fisico e immediato della scena.

Il gran finale prende velocità

Alle 21.30 Claudia Castellucci e la Compagnia Mòra presentano L’Infinito Carnale – Dialogo tra Antonio d’Egitto e Ilarione di Gaza. Alle 22.45 sarà la volta di Sara Leghissa e Taquitojocoque con Serenata Lesbica. Due performance consecutive conducono il pubblico verso l’ultimo appuntamento, trasformando La Pelanda nel centro di una notte in cui parola, corpo e presenza scenica si inseguono senza interruzioni.

L’ultimo saluto arriva a notte fonda

La chiusura è fissata alle 23.30 con Habibitch e il SALON, ultimo atto ufficiale della ventunesima edizione. Finisce così il percorso iniziato il 3 settembre e sviluppato tra spettacoli, danza, musica, installazioni e incontri in diversi luoghi culturali della Capitale. Dopo 65 appuntamenti, Short Theatre non sceglie una conclusione silenziosa: porta il pubblico fino a notte fonda e lascia che sia la scena, ancora una volta, a pronunciare l’ultima parola.

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