Si dimette De Salazar dalla Asl. Non ha retto alle accuse

De salazar

Corruzione e traffico di influenze illecite portano via dalla Asl Roma 3 il direttore generale Vitaliano De Salazar. I reati che hanno visto indagato alcuni giorni orsono l’ex capogruppo della lista civica Zingaretti Michele Baldi – non rieletto in questa legislatura – costano il posto ad uno dei più influenti manager del governatore.

Lettera drammatica di De Salazar

Ieri, De Salazar, in una lettera dai toni drammatici, ha lasciato l’incarico augurando addirittura “buona vita” ai destinatari della missiva. “Le vicende giudiziarie che mi hanno coinvolto”, scrive il manager della ASL Roma 3, “mi hanno indotto a rassegnare le dimissioni”.

De Salazar dimissioni

Nessuno ne sapeva nulla, almeno pubblicamente, e ora – in un momento così delicato come quello che si sta attraversando – la regione Lazio dovrà sostituirlo nell’incarico.

La vicenda che ha inguaiato De Salazar è relativa a un’inchiesta arrivata a conclusione poco tempo fa. Il nome più noto tra gli indagati è stato ovviamente Baldi e sarebbero diversi gli episodi contestati all’ex consigliere.

Accuse di corruzione e traffico di influenze

Insieme a lui sono stati indagati appunto anche Vitaliano De Salazar e due imprenditori. Proprio uno di questi due avrebbe offerto a Baldi e famiglia un soggiorno gratuito presso un prestigioso golf hotel di Punta Ala in Toscana. In cambio il consigliere avrebbe dovuto esercitare la sua influenza su un poliziotto per ritardare lo sfratto di un hotel alla Pisana. A sua volta il poliziotto avrebbe chiesto l’assunzione per suo figlio.

Per quanto riguarda, invece, il direttore della Asl Roma 3, quest’ultimo avrebbe ricevuto da Baldi, si legge ancora sulle carte dei pm, la “promessa e corresponsione di utilità patrimoniali” per avere messo “a disposizione del Baldi e dei soggetti da quest’ultimo intermediati e con il Baldi concorrenti nei delitto di corruzione la propria funzione di direttore generale deil’Asl di Roma 3″. Il direttore si sarebbe interessato per il via libera a una pratica di invalidità a beneficio di un parente del secondo imprenditore. Quest’ultimo avrebbe ringraziato Baldi con soggiorno gratuito presso un lussuoso hotel a Borea di Cadore e il direttore della Asl con “promessa di assunzione” per una persona a lui legata.

Ovviamente sarà il prosieguo dell’inchiesta e poi l’eventuale processo a stabilire se tutto questo è vero. È comunque una tegola pesante sull’amministrazione regionale.

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