Sicurezza nel Lazio, Abbruzzese alza il tiro: “Con il nuovo Decreto cambiano le regole anche nella nostra Regione”

Mario Abbruzzese

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La sicurezza sbarca al centro dell’agenda politica anche della Regione Lazio. Mario Abbruzzese, responsabile organizzativo Lega Lazio, sceglie toni netti e un messaggio chiaro. Il nuovo Decreto Sicurezza, per il consigliere regionale, segna una svolta concreta. Niente slogan. Niente polemiche sterili. L’obiettivo dichiarato è uno solo: riportare lo Stato nella vita quotidiana dei cittadini. Da qui parte un tour di incontri sul territorio, pensato per spiegare le nuove misure e rafforzare il rapporto tra istituzioni e comunità locali.

La politica come presidio reale dei cittadini

Per Mario Abbruzzese la politica deve tornare a essere uno strumento operativo. Non un esercizio astratto. Il Decreto Sicurezza viene descritto come una “rivoluzione di buon senso”. Un impianto normativo che interviene sulle criticità più sentite. Dalla microcriminalità diffusa alla violenza urbana. Il punto di partenza è chiaro: troppe zone grigie hanno penalizzato famiglie, commercianti e pendolari. Ora, secondo Abbruzzese, si cambia passo.

Tutela delle Forze dell’Ordine e certezza delle regole

Uno dei pilastri del provvedimento riguarda le Forze dell’Ordine. Il Decreto introduce una tutela processuale rafforzata per chi opera nel rispetto delle regole. Viene superato il meccanismo dell’iscrizione automatica nel registro degli indagati. Una scelta che punta a ristabilire equilibrio. Chi garantisce la sicurezza non può essere lasciato solo. Per Abbruzzese è un segnale politico preciso. Lo Stato difende chi lo rappresenta sul campo.

Vivibilità urbana e contrasto alla microcriminalità

Nel tour regionale trovano spazio i temi più concreti. A partire dal contrasto ai borseggiatori. Il ritorno alla procedibilità d’ufficio consente di agire senza attendere la querela della vittima. Una risposta diretta a un fenomeno che colpisce soprattutto anziani e pendolari. Viene rafforzata anche la prevenzione. L’obiettivo è ridurre la percezione di impunità che alimenta il degrado urbano.

Minori, responsabilità e prevenzione educativa

Tra le novità più discusse c’è la cosiddetta “Norma Antimaranza”. Il Decreto interviene sui comportamenti devianti dei giovanissimi, tra i 12 e i 14 anni. Sono previsti ammonimenti più incisivi e sanzioni per i genitori. Il messaggio è duplice. Prevenzione prima della repressione. Educazione come responsabilità condivisa. Abbruzzese insiste su questo punto. La sicurezza passa anche dalla famiglia e dalla scuola.

Violenza di strada e Daspo urbano rafforzato

Il Decreto introduce una stretta sulla violenza urbana. Stop alla vendita di lame ai minori. Daspo urbano più efficace. Chi rappresenta un pericolo concreto potrà essere allontanato dalle aree sensibili. Stazioni, parchi, centri storici. Luoghi che devono tornare a essere spazi di vita, non zone franche. Per Abbruzzese è una risposta attesa da tempo. La legalità, sostiene, non è un concetto astratto.

Zone rosse e controllo del territorio

Un focus specifico riguarda le aree a sicurezza potenziata. Le cosiddette “zone rosse rafforzate”. Il modello prevede interventi mirati durante eventi pubblici e nelle aree più esposte. L’obiettivo è prevenire, non inseguire i problemi. Bloccare i facinorosi noti prima che la situazione degeneri. Abbruzzese cita tutte le province del Lazio. Da Frosinone a Viterbo. Nessun territorio escluso.

Caso Vannacci, stop alle polemiche

Sul dibattito politico nazionale Abbruzzese è netto. Il caso Vannacci non è una priorità. Il tempo delle polemiche, dice, è finito. I cittadini chiedono risposte su sicurezza, decoro e legalità. Ogni energia spesa altrove è tempo sottratto ai problemi reali. La linea è pragmatica. Meno dibattiti teorici. Più fatti. Con una promessa politica chiara: protezione concreta per il Lazio.