Sicurezza urbana, la Regione Lazio apre ai privati: presentata alla Pisana la proposta di legge


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La Regione Lazio ha messo sul tavolo una proposta di legge sulla sicurezza integrata che prevede la collaborazione di forze di Polizia pubbliche e istituti di sicurezza privati, mentre il Comune di Roma ha appena iniziato il lavoro della sua nuova commissione speciale: è questo il confronto politico che chiama la Giunta Gualtieri a trasformare rapidamente riunioni e dichiarazioni in misure visibili sul territorio.

La proposta che parte dalla notte

La proposta di legge presentata quest’oggi 6 agosto nella sede della Regione Lazio, punta a promuovere un modello di sicurezza fondato sulla collaborazione tra istituzioni, forze di polizia, Polizia locale e privati autorizzati. Il testo è stato promosso dai consiglieri regionali Daniele Sabatini ed Eleonora Berni ed è il primo provvedimento nato dal Forum regionale “Le Città della Notte”.

Un’iniziativa che parte dalla movida, ma prova a guardare oltre: controllo del territorio, vivibilità serale, prevenzione e gestione coordinata degli spazi urbani.

L’appoggio degli istituti di vigilanza

A sostenere apertamente il progetto è Giulio Gravina, vicepresidente dell’ANIVP, l’Associazione nazionale degli istituti di vigilanza e delle imprese di sicurezza. Secondo Gravina, la proposta riconosce il valore della sicurezza sussidiaria e della collaborazione quotidiana tra Polizia locale, forze dell’ordine e vigilanza privata.

Il punto non è sostituire lo Stato con le guardie giurate, ma costruire un sistema complementare nel quale ogni soggetto operi nei limiti delle proprie competenze. Una rete capace di moltiplicare le segnalazioni, aumentare i presidi e rendere più rapido lo scambio di informazioni.

Il modello delle altre Regioni

ANIVP richiama le esperienze già avviate in Friuli-Venezia Giulia e Abruzzo e guarda con interesse anche al progetto “Marche Sicure”. L’operazione marchigiana è stata approvata dalla Giunta regionale il 6 luglio 2026 come programma integrato dedicato alla sicurezza di cittadini, famiglie e imprese, attraverso coordinamento istituzionale, prevenzione e nuove tecnologie.

Il messaggio che arriva al Lazio è chiaro: la sicurezza urbana non può essere affidata soltanto agli interventi successivi alle emergenze. Servono programmazione, presenza sul territorio e una catena di responsabilità riconoscibile.

La sfida politica per Gualtieri

Roma ha istituito la Commissione speciale Sicurezza urbana il 24 luglio e ha tenuto la prima seduta il 31 luglio, eleggendo Valerio Casini presidente e Linda Meleo e Claudia Pappatà vicepresidenti. L’organismo dovrà analizzare le criticità e proporre possibili soluzioni a sostegno dell’amministrazione capitolina.

Ma proprio qui si apre il nodo politico. Mentre la Regione prova a costruire una cornice legislativa, il Campidoglio è ancora nella fase dell’insediamento e del confronto. Per Gualtieri la prova decisiva sarà dimostrare che la nuova commissione non diventi l’ennesimo luogo di discussione senza conseguenze concrete.

Perché la sicurezza non si misura dal numero delle riunioni convocate, ma dai risultati percepiti nelle strade, nelle piazze, sui mezzi pubblici e nei quartieri durante le ore più difficili. La proposta regionale alza l’asticella: ora Roma deve dimostrare di saperla raggiungere.