Zio Silvio non dia lezioni a Trump. C’è chi ricorda quei 24mila voti del 2006…

24mila voti

Ma per quanti anni ci dannammo l’anima per quei 24mila voti di Prodi su Berlusconi?

Era il 2006 e se non fosse intervenuto lo scioglimento anticipato delle Camere nel 2008, gli ululati del centrodestra avrebbero fatto storia.

Zio Silvio e quei 24mila voti

Ieri, invece, sul Giornale, zio Silvio ha raccontato un’altra storia per prendere le distanze – chissà perché – da Donald Trump. Ma rischia di essere camaleontismo.

E una intera classe dirigente che nel 2006 stava con Gianfranco Fini – tutti fummo eletti in Parlamento col simbolo con il suo nome sulla scheda – dovrebbe ricordare quelle concitate ore post elettorali, senza il timore di apparire postfiniano….

Perché non è vero che Silvio Berlusconi accettò serenamente il responso elettorale.

Quei ventiquattromila voti in meno rispetto a Prodi erano tre voti a comune italiano e facevano indubbiamente rabbia. Circa un terzo delle sessantamila sezioni elettorali.

E le esitazioni dell’allora ministro dell’interno Beppe Pisanu – almeno secondo quello che faceva infuriare Berlusconi – stavano per provocare un patatrac.

Altro che “ordinato passaggio di consegne”, fummo a un passo dai carri armati da schierare per le strade come disse con quella che pareva una battuta sdrammatizzatrice proprio Fini in quelle ore. Infatti Berlusconi voleva firmare un decreto per invalidare l’esito del voto. Poi dovette ripensarci. Ed è una storia che in troppi sembrano aver rimosso ma che torna alla memoria ora che tutti si affrettano a precisare di non aver mai conosciuto Trump persino dopo aver fatto la fila per incontrare il presidente uscente dell’America.

Perché negare la realtà?

Si può dire, si deve dire, che quelle scene dell’assedio al Congresso americano sono pessime. Ma negare la realtà no. Perché è davvero indigesto. E soprattutto inutile.

A meno che non lo si faccia per altri scopi, diciamo di politichetta interna che potremmo vedere di qui a qualche giorno.

Quando magari potrebbe essere necessario qualche atto di ignobile responsabilità a braccetto con gli attuali governanti.

Ma si mettano in testa che se Conte va a casa non ci sarà nessuno sciamano in piazza. Al massimo qualche parente. Il suocero.

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