Silvio Berlusconi: “Mi candido al Senato. La Meloni? SarĂ  un ottimo presidente del Consiglio”

berlusconi tajani e bernini (2)

“Ci sto pensando, perchĂ© ho avuto pressioni da parte di tantissime persone, non solo da parte di Forza Italia. Quindi penso che alla fine mi candiderĂ² al Senato”. Lo ha detto il presidente di Fi, Silvio Berlusconi, ospite di “Radio Anch’io” su Radio Raiuno. “Noi abbiamo sempre detto che chi ha piĂ¹ voti, verrĂ  proposto al capo dello Stato come candidato-premier. Se sarĂ  Giorgia Meloni io sono sicuro che si dimostrerĂ  adeguata al difficile compito. Lo ha detto Silvio Berlusconi, “Io non mi appassiono molto a questa competizione – ha aggiunto Berlusconi – mi interessano molto di piĂ¹ le cose da fare per caratterizzare il centrodestra di governo”. ha aggiunto.

Berlusconi convinto a candidarsi

Sale intanto il dibattito sulla cosiddetta flat tax, che la sinistra ostacola, come ostacola ogni ribasso delle tasse. Berlusconi prova a spiegarlo: “Non è corretto dire che la flat tax costa, almeno nel medio periodo, al contrario fa crescere le entrate dello Stato. Con la flat tax evasione e elusione diventano meno convenienti e quindi emerge tutto il Pil sommerso; in secondo luogo lo stimolo che ne deriva fa crescere occupazione, consumi, investimenti e le entrate pubbliche. Cosi la necessitĂ  di spesa sociale diminuisce”.

Nel centrodestra si lavora sulle candidature

Nel centrodestra intanto manca solo l’ok dei leader ai 15 punti del programma, mentre sui seggi resta da capire ancora a chi andranno la quindicina di collegi uninominali in quota alle 4 formazioni centriste (Udc-Ci-Nci-Iac). Ma il tema clou resta quello delle liste: la Lega fa sapere che il dossier è in mano a Salvini, che chiuderĂ  sui nomi da presentare al seggio “solo dopo Ferragosto”. Per Forza Italia la notizia del giorno arriva da Silvio Berlusconi che conferma: “Mi candiderĂ² al Senato”. Per il resto il partito sta in alto mare: “I posti sono pochi e la situazione non è semplice”, trapela. Vale a dire troppe richieste arrivate sul tavolo e molti saranno scontentati. Giorgia Meloni ha aperto a nomi tecnici, spiegando che un suo eventuale governo “potrebbe avvalersi, se necessario, di competenze che non vengano dalla politica di partito”.