Votare domani è un dovere. Dobbiamo sostenere Michetti

Votare domani

Domani a votare per Michetti ci deve andare anche chi non lo ha fatto al primo turno. Stavolta a sinistra hanno superato ogni limite. Persino la manifestazione della Cgil oggi, il giorno prima del voto, e nonostante le violenze al comitato elettorale del candidato del centrodestra.

Chi ha insozzato la campagna elettorale creando un clima invivibile non deve passare.

Domani si deve votare. Per Michetti

Enrico Michetti merita il nostro voto e quello di chi al primo turno non è andato al seggio o ha fatto un’altra scelta. Ha fatto una campagna elettorale gentile, non ha provocato gli avversati, ha subito signorilmente ogni mazzata che gli hanno inferto. E ha dovuto verificare alla fine la ruvidezza arrogante della sinistra romana.

Ma ve l’immaginate i prossimi cinque anni, nella Capitale, con i violenti dei centri sociali nella giunta di Gualtieri? Gli esattori fiscali in servizio permanente effettivo? I nemici di ogni iniziativa privata nello sviluppo?

Noi già sappiamo chi sono costoro. Sono comunisti di lungo corso a partire da Roberto Gualtieri e non abbiamo alcuna intenzione di lasciargliela vinta arrendendoci. A votare domani ci si deve andare anche per questo.

Non sciupare l’opportunità

Troppa gente non ha votato a Roma al primo turno, rinunciando a vincere subito col candidato arrivato in testa, appunto Michetti. Non bisogna sciupare la grande opportunità di vedere questa città risorgere e se propria la sinistra la deve conquistare lo faccia con i voti suoi – se ne ha ancora – e non con la diserzione da questa parte del campo.

È stata amara la parte finale della campagna elettorale, con un odio di altri tempi. Noi vorremmo vivere in una città pacificata, che non abbia bisogno di litigare sulla storia ma sappia guardare al domani.

L’orchestra rossa ha suonato la solita musica di sempre, incapace come è di sciorinare idee per il futuro di Roma. Michetti, professionista di valore ma anche persona semplice, sa da dove cominciare nell’amministrazione. E forse proprio per questo lo temono.

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