Ignoranza sinistra su Latina. Attaccano Durigon scordano Ingrao

Ignoranza sinistra

Su Latina si alza un coro di ignoranza dalla solita sinistra. E ne è prova la sciaccallesca campagna contro Claudio Durigon, sottosegretario nel governo Draghi e capo della Lega nel Lazio.

Una frase pronunciata in un comizio proprio a Latina, per richiamare le radici del capoluogo pontino, ha scatenato un pandemonio. Eppure quel parco a Falcone e Borsellino è stato intitolato appena un paio di anni fa. E prima era dedicato ad Arnaldo Mussolini.

Da sinistra solo ignoranza su Latina

La nuova amministrazione arrivata nel 2016 – civica e cinica – ha deciso la nuova intitolazione, amen. Ma non  è affatto normale quanto si sente da sinistra contro Durigon, reo di aver pronunciato quella che a Latina non è affatto una bestemmia.

La sinistra targata Anpi e compagnia cantante è piuttosto ignorante finanche della propria storia e non sa che cosa rappresenta quell’unicum chiamato oggi Latina e ieri Littoria. Che da Benito Mussolini fu fondata.

Il 18 agosto del 1935 fu premiata una straordinaria poesia, intitolata “Coro per la nascita di una città”. Che viene descritta ancora oggi come “un’enfatizzante esaltazione della bonifica dell’Agro Pontino, un pomposo dipinto della Littoria come fiore all’occhiello di una politica interna del sociale e delle infrastrutture del Duce.

Una straordinaria trasformazione

La compose Pietro Ingrao, nativo della vicina Lenola. Questo non gli impedì di diventare presidente della Camera qualche decennio dopo.

“Una cattedrale nella selva” scrisse Ingrao. Littoria come centro urbano, culturale ed economico, in un territorio che fino a qualche anno prima era desolazione o quasi. “Come isola trionfante sulle acque” continuava, elogiando la grandezza e l’innovazione dell’opera di bonifica. Nascondiamo tutto?

Ingrao fascista? Tutt’altro, come dimostrò il suo percorso successivo. Semplicemente colpito dalla straordinaria trasformazione di un territorio voluto da quel regime che poi avrebbe combattuto. Ma certo non si sarebbe mai sognato di cancellare quelle pagine e la realizzazione che accompagnò quei versi. Per non raccontare di Antonio Pennacchi… ma che ne sa l’ignoranza sinistra…

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