Sondaggio shock dell’ Ipsos, un Italiano su tre non si vaccinerà contro il covid. Ecco perché

Secondo un recentissimo sondaggio, circa un cittadino italiano su tre si rifiuterebbe di vaccinarsi contro il covid 19. Anche se e quando il siero fosse disponibile. Per le cause più svariate, che però si possono racchiudere in tre grandi filoni. Paura che in qualche modo ci si possa infettare, scarsa fiducia sull’efficacia dell’effetto di immunizzazione, diffidenza sui vaccini in generale. Questo almeno risulta da una indagine condotta dall’istituto Ipsos, ripresa dal Corriere della Sera e rilanciata dalla trasmissione televisiva Di Martedì. I dati riaccendono una vecchia polemica mai sopita, che trova la sua manifestazione più eclatante nei diversi movimenti ‘no vax’. Che almeno numericamente sono esplosi dopo l’obbligatorietà imposta dall’allora ministro della salute Lorenzin per un certo numero di vaccinazioni. Una decina, necessarie anche per iscrivere i figli a scuola. Da quel momento, è stato tutto un fiorire di chat tra lo scettico e il negazionista che hanno invaso la rete. Anche con ipotesi fantasiose, come il famoso presunto complotto mondiale ordito da Bill Gates. Ma anche con qualche dato più plausibile e inquietante. Relativo a conflitti d’interesse molto più pratici e terreni tra scienziati e case farmaceutiche produttrici dei vaccini.

Insomma una levata di scudi che molto frettolosamente la stampa e la comunicazione ufficiale hanno bollato come un rigurgito oscurantista. Ma che adesso si ripropone con forza anche per la pandemia da covid 19.

Sondaggio Ipsos, molti under 35 soprattutto al sud si rifiuterebbero di vaccinarsi contro il covid. Invece di sparare a zero chiediamoci perché

Ma quanti sarebbero gli scettici a fronte di una futura disponibilità di un vaccino contro il coronavirus? Quale sarebbe la fascia di età più critica, e come sarebbe distribuita geograficamente lungo lo ‘stivale’? Secondo il sondaggio Ipsos, il 37% degli Italiani vorrebbe fare il vaccino prima possibile, appena sarà disponibile. Ma ben il 42% vorrebbe prima attendere, per valutarne l’efficacia. Mentre il 16% non intenderebbe farlo assolutamente. Dati in linea con un altro sondaggio del 16 ottobre, condotto da Euromedia Research. Che aveva rilevato un 36% di contrari, un 30% di favorevoli e un 26% che dichiarava di voler capire prima l’origine del prodotto. Insomma, come la si rigiri un dato è certo. Gli Italiani che correrebbero a vaccinarsi sono una netta minoranza. Specie tra gli under 35, e soprattutto al sud. Che almeno nei primi mesi era stato meno colpito dalla pandemia. E forse allora qualche domanda la scienza ufficiale dovrebbe farsela. Magari sulle troppe incertezze e notizie discordanti diffuse in questi mesi. E su una comunicazione istituzionale che spesso anziché fare chiarezza ha creato confusione. Che è sempre un’anticamera ideale per una successiva sfiducia.

Troppo facile bollare i ‘no vax’ come ignoranti. La scienza e la politica inizino a trasmettere certezze

La scelta di bollare gli scettici e i critici sulla efficacia dei vaccini come pericolosi ignoranti, alla stregua di nuovi ‘terrapiattisti’ nel campo della prevenzione medica e della salute, si è rilevata miope. Soprattutto perché la medicina e la scienza ufficiali non hanno trasmesso certezze, in questi mesi di pandemia. E i messaggi diffusi sono stati spesso drammaticamente discordanti. Basti pensare a quanto circolava nella comunicazione ad inizio pandemia. Con la gente che temeva di infettarsi portando in casa la cassa dell’acqua minerale, o perché il virus avrebbe resistito attaccato alla suola delle scarpe. E poi l’efficacia delle mascherine, con polemiche anche recentissime. Come nel caso dei commissari saltati in Calabria. E ancora, il caldo che diminuiva la carica virale del covid. Peccato però che in Brasile a 40 gradi negli stessi giorni si consumasse una vera mattanza. Per finire con le posizioni diverse di illustri scienziati perfino sull’opportunità o meno di mandare i bambini a scuola. E sulle chiusure degli esercizi commerciali, che favorirebbero anziché scongiurare gli assembramenti. La gente è confusa, e teme di infettarsi prendendo l’autobus o la metropolitana. O andando al lavoro o a fare la spesa. Soprattutto però, le persone non vedono l’uscita dal tunnel. E non si fidano più. Oggi per cambiare verso servirebbe una campagna di informazione seria, e l’impegno della scienza e della politica. Ammesso che tra un DPCM e l’altro, non sia già troppo tardi.

https://www.today.it/attualita/sondaggi-vaccino-coronavirus.html#_ga=2.79777941.327112091.1604997308-1098660044.1602574777

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