Sottrae la figlia al padre: condannata la madre, il giudice conferma la violazione dei diritti genitoriali

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Giustizia per un papà che si è visto portata via la sua bambina dalla ex compagna. È arrivata la condanna per la donna: un anno e due mesi di reclusione con la sospensione della pena, come deciso dal giudice.

Il caso

La madre, non solo ha sottratto la minore al padre, ma non ha rispettato il provvedimento del giudice che in sede di separazione ha stabilito il diritto alla genitorialità per entrambi, quindi ha dato alla bambina la possibilità di vedere e vivere entrambi i genitori.

Ma la donna non è stata di questo avviso, anzi ha impedito per un lungo periodo alla bambina di vedersi con il papà che non ha esitato a denunciare l’ex compagna. Il Giudice Monocratico della Sezione Penale del Tribunale di Venezia ha ritenuto fondato l’impianto accusatorio del pubblico ministero e stabilito la condanna penale, poi sospesa, oltre al risarcimento del danno che sarà stabilito dal Giudice in sede civile. 

Il padre della minore, assistito dall’Avvocato Emilio Cordasco, del Foro di Avellino ha ottenuto anche il riconoscimento di una provvisionale sul danno patito, oltre il pagamento delle spese legali a carico dell’imputata. 

Le associazioni dei papà

Soddisfazione per le Associazioni Adiantum, Ankyra, Lega Uomini Vittime di Violenza, Potere ai Diritti e 1523.it, che seguono da tempo il caso, rimarcando come la madre abbia di fatto impedito al padre di avere un rapporto con la figlia minore. Nonostante la sentenza di primo grado a sfavore della madre e le altre sentenze in sede civile che, invece, abilitano pienamente a recuperare il rapporto con la figlia, questa vive ancora con la madre, fanno sapere dalle associazioni. “Si provi solo a immaginare quello che sarebbe successo se il padre fosse stato condannato al posto della madre, il che conferma pienamente l’esistenza di un gravissimo doppio standard nelle cause di separazione e in generale contro gli uomini”, fanno sapere.

“La violenza sugli uomini rimane un fenomeno sottostimato e privo di adeguata attenzione mediatica e istituzionale. La narrazione pubblica, ideologica e molto spesso falsa, tende a ignorare questa realtà, impedendo un dibattito equo e inclusivo”, scrivono Associazioni Adiantum, Ankyra, Lega Uomini Vittime di Violenza, Potere ai Diritti e 1523.it.