Spari al corteo del 25 aprile a Roma, individuato il responsabile: sarebbe un 21enne della comunità ebraica
Prima lo scooter bianco, poi il percorso di fuga, infine la targa. Adesso anche un volto. A cinque giorni dagli spari al corteo del 25 aprile a Roma, gli investigatori hanno stretto il cerchio sull’uomo che avrebbe aperto il fuoco con una pistola ad aria compressa contro due iscritti all’Anpi, ferendoli al termine della manifestazione. Si tratterebbe di un 21enne di Viterbo vicino alla comunità ebraica, E.B., la cui abitazione è stata perquisita nella notte. Agli agenti avrebbe detto di appartenere alla “Brigata Ebraica”.
L’uomo, descritto come quello con il giubbotto verde militare e il casco integrale, sarebbe stato immortalato in due filmati diversi mentre puntava l’arma contro Nicola Fasciano, 65 anni, e Rossana Gabrieli, 61 anni, colpiti sabato pomeriggio tra via delle Sette Chiese e via Ostiense, a pochi passi dal Parco Schuster, dove si stava concludendo il corteo.
Il momento dello sparo ripreso dalle telecamere
I due video, consegnati alla Procura di Roma, rappresentano la svolta più importante dell’inchiesta. Una prima telecamera avrebbe ripreso l’uomo fermarsi a bordo di uno scooter bianco, estrarre la pistola e sparare verso la coppia. Una scena che il gruppo antiterrorismo della Procura starebbe valutando anche sotto il profilo del possibile tentato omicidio. Subito dopo, una seconda telecamera installata sul lungotevere di Pietra Papa, a circa due chilometri dal luogo dell’agguato, avrebbe ripreso lo stesso scooter durante la fuga. Ed è proprio lì che compare la targa del mezzo, ora al centro degli approfondimenti della Digos, che avrebbe già ristretto in modo significativo il campo.
Nicola Fasciano e Rossana Gabrieli hanno raccontato di essere stati colpiti mentre stavano tornando verso il Parco Schuster, dopo il corteo. Lui è stato ferito al collo e alla mano, lei alla spalla. Entrambi sono convinti che non si sia trattato di un gesto casuale. “È successo per via dei nostri fazzoletti dell’Anpi”, hanno spiegato fin da subito, sottolineando come il simbolo dell’associazione fosse ben visibile mentre camminavano. Rossana, esponente di Sinistra Italiana ad Aprilia, ha raccontato quei secondi con ancora addosso la paura. “Ho temuto di morire”, ha detto.“ Non è sceso dalla moto: si è fermato, ha puntato con il braccio teso e ha esploso almeno quattro colpi. Poi ha fatto uno scatto veloce, ha accelerato ed è sparito”.
Le ipotesi: pista estremista e controlli nelle chat Telegram
Gli agenti hanno lavorato su più fronti. Tra le ipotesi più forti c’è quella di un gesto maturato in ambienti estremisti, forse legato a soggetti che volevano colpire simbolicamente il corteo del 25 aprile. Resta da capire se si tratti di un lupo solitario oppure di qualcuno inserito in un contesto più strutturato. La Digos sta passando al setaccio gruppi e contatti ritenuti vicini a realtà radicali, comprese diverse chat Telegram, dove si starebbero cercando eventuali collegamenti.
L’attenzione si è spostata anche sulla galassia suprematista, dopo le recenti perquisizioni disposte dalla Procura di Milano tra Roma e Viterbo per un’attività di propaganda antisemita diffusa online. Durante quei controlli, a casa del 21enne di Viterbo, sono state trovate diverse armi ad aria compressa, simili a quella usata nell’agguato denunciato dalle vittime.