Spin Time, bufera politica a Roma: Rocca (FdI) attacca Gualtieri: “Chi difende le occupazioni paghi di tasca propria”

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Roma, si riapre una ferita che ciclicamente torna a pulsare: quella delle occupazioni abusive presentate, a seconda dei punti di vista, come “spazi liberati” o come zone franche fuori dalle regole. Stavolta l’epicentro della polemica è lo Spin Time, e l’affondo arriva dal Campidoglio, con parole che non lasciano spazio a interpretazioni. A mettere sul tavolo la questione è Federico Rocca, consigliere capitolino di Fratelli d’Italia, che chiede di smetterla con la narrazione romantica delle occupazioni e di riportare il discorso su un terreno molto concreto: legalità, costi e responsabilità.

“Basta retorica: non sono poli culturali, sono violazioni”

Secondo Rocca (FdI Roma), è arrivato il momento di archiviare quello che definisce “il ritrito ritornello” che trasformerebbe le occupazioni in presunti poli culturali da proteggere e valorizzare. Per il consigliere, il punto non è se dentro quei luoghi si facciano concerti, iniziative o eventi, ma il fatto che tutto nasca violando leggi e proprietà, pubbliche o private. E qui, sostiene, si apre una disparità che suona come uno schiaffo per chi opera nella legalità: associazioni, imprese culturali, circoli e realtà artistiche che devono rispettare norme, permessi, autorizzazioni, controlli.

Il nodo economico: “Pesano sulle casse dei romani”

Nel suo intervento Rocca sposta il baricentro sul tema che più di ogni altro divide l’opinione pubblica: chi paga. La “stragrande maggioranza” delle occupazioni, afferma, graverebbe sulle casse della collettività, generando al contempo flussi di denaro “rigorosamente in nero”. L’accusa è pesante e punta a un triplo bersaglio: tasse non pagate, contributi assenti, diritti SIAE ignorati. In altre parole, chi rispetta le regole sostiene costi e obblighi; chi occupa, secondo questa lettura, incassa e scarica spese e conseguenze sulla città.

“Solidarietà facile”: Rocca chiama in causa spettacolo e sinistra

C’è poi l’aspetto politico, che Rocca non nasconde e anzi rivendica. Il “coro a difesa” di questi spazi, dice, avrebbe sempre la stessa matrice: un’area politica ben riconoscibile e “immancabili esponenti del mondo dello spettacolo militante” pronti a protestare contro gli sgomberi. Ma la provocazione è netta: se davvero vogliono difendere quei luoghi, allora – sostiene – si facciano carico di conti, utenze, danni, morosità. Perché, insiste, è semplice fare solidarietà “con i soldi di tutti i romani”, soprattutto se i residenti non ne ricavano benefici e in alcuni casi subiscono disagi e problemi di sicurezza.

L’affondo su Gualtieri: “Campidoglio, stop tutele e occhio al conflitto d’interessi”

La parte più esplosiva riguarda il sindaco Roberto Gualtieri e la sua giunta. Rocca chiede un segnale politico chiaro: “chi rappresenta le istituzioni” deve ribadire che le regole vanno rispettate. E aggiunge un passaggio destinato a far discutere: sul caso Spin Time, qualsiasi intervento economico del Campidoglio potrebbe configurarsi – a suo giudizio – come un palese conflitto di interessi, ricordando che durante la campagna per le primarie Gualtieri avrebbe svolto un incontro all’interno della struttura. La domanda finale è una miccia: in quella sede furono presi impegni a tutela dell’occupazione? “Sarebbe interessante saperlo”, chiude Rocca.

La firma e la linea politica: Rocca mette il tema al centro

A firmare l’attacco è dunque Federico Rocca, consigliere capitolino di Fratelli d’Italia, che inquadra la vicenda come una scelta di campo: o si sta con la legalità, o si accetta che l’illegalità venga raccontata come valore pubblico. Il messaggio è un ultimatum politico: chi difende le occupazioni si metta mano al portafoglio, perché Roma – nella visione del consigliere – non può permettersi zone franche sostenute indirettamente dai contribuenti. E ora la palla passa al Campidoglio: risponderà nel merito o farà finta di nulla?