Stadio della Roma a Pietralata, delibera entro febbraio: la maggioranza (alla prova dell’aula Giulio cesare) rischia la frattura
Roma, nelle stanze del Campidoglio è scattata la modalità “fast track”: nelle prossime ore Roberto Gualtieri e gli assessori chiameranno a raccolta la maggioranza per un tagliando politico sul masterplan di Pietralata. Il punto non è un semplice aggiornamento: l’obiettivo dichiarato è portare la delibera in Assemblea Capitolina entro fine febbraio, passaggio preliminare prima che il dossier cambi “scrivania” e aumenti di peso istituzionale.
Perché questa delibera è il vero spartiacque
Sulla carta sembra un atto tecnico. In realtà è il timbro politico che serve a trasformare mesi di revisioni e richieste comunali in un sì operativo. Il progetto ha già attraversato il terreno scivoloso del “pubblico interesse”, con condizioni e prescrizioni che negli anni hanno alimentato osservazioni e aspettative sul rapporto tra investimento privato e ricadute pubbliche. È qui che si misura la credibilità del cronoprogramma: se l’Aula accelera, l’iter smette di essere un racconto e diventa una sequenza di atti.
Il dossier, il commissario e l’ombra lunga di Euro 2032
La partita non si gioca solo a Roma. Sullo sfondo c’è Euro 2032 e la struttura commissariale pensata per accelerare gli stadi strategici: il governo ha indicato Massimo Sessa come commissario straordinario, con il mandato di coordinare e supportare gli interventi infrastrutturali. Nel “caso Roma”, La Repubblica riferisce che lo stesso Gualtieri sarebbe orientato a un ruolo da sub-commissario: un cambio di marcia che, se confermato, renderebbe la scadenza di febbraio ancora più dirimente.
I numeri che ridisegnano il quadrante
La retorica della “città nella città” qui trova cifre: le carte tecniche parlano di capienza base 55 mila posti, estendibile oltre i 60 mila in alcune configurazioni. Secondo SportMediaset, il progetto depositato entra nel dettaglio: 60.605 posti totali e una Curva Sud da 22.769 posti, con un investimento complessivo nell’ordine di 1,377 miliardi, tra stadio, parcheggi, verde, ponti ciclopedonali e interventi sulla metro. In un altro passaggio chiave, Corriere della Sera parla anche di un grande parco a servizio dell’area.
Il countdown finale: convenzione, opere pubbliche, nervi scoperti
Ora arriva il tratto in salita: la convenzione tra AS Roma e Comune, la quantificazione delle opere pubbliche, la tenuta della mobilità e la gestione dei servizi attorno all’impianto. È qui che un progetto può impennarsi o inciampare: una prescrizione ignorata, un capitolo di costi contestato, un nodo ambientale che riemerge. Intanto il club rivendica un’impostazione fondata su sostenibilità e uso multifunzionale, non limitato ai giorni partita. Se febbraio sarà davvero il mese della delibera, la domanda diventa una sola: chi si prenderà la responsabilità politica di dire “sì” — e di farlo nero su bianco?