Stadio della Roma, il Tribunale blocca il taglio di 23 alberi a Pietralata: “Stop fino al 13 maggio”
Il progetto per il nuovo stadio della Roma a Pietralata subisce una brusca frenata. Il TAR del Lazio ha infatti deciso di sospendere temporaneamente i lavori preliminari che prevedevano l’abbattimento di 23 alberi nell’area interessata almeno fino al prossimo 13 maggio. Questa decisione nasce dal ricorso presentato dai comitati dei cittadini, preoccupati per l’impatto ambientale dell’opera sul quartiere. Non si tratta di un addio definitivo al progetto, ma di un “fermo” necessario per valutare meglio la situazione legale e naturalistica del sito.
Perché il tribunale ha bloccato i lavori a Pietralata
La questione ruota attorno al nulla osta che era stato concesso alla A.S. Roma per abbattere 26 alberi. Secondo i giudici amministrativi, esiste il rischio di un “pregiudizio grave e irreparabile”: in parole semplici, se quegli alberi venissero tagliati adesso e il ricorso dei cittadini venisse accolto in futuro, il danno alla zona sarebbe ormai fatto. Per questo motivo, il tribunale ha preferito congelare tutto, impedendo alle motoseghe di entrare in azione prima che un giudice entri nel merito della vicenda.
Cosa accadrà dopo la data del 13 maggio
La data da segnare sul calendario è il 13 maggio 2026. In quel giorno si terrà la prossima udienza, durante la quale il TAR analizzerà i documenti presentati dagli avvocati del comitato e della società sportiva. Fino ad allora, il cantiere non potrà procedere con la rimozione del verde. Gli avvocati Giuseppe Libutti, Sergio Santoro e Michele Trotta, che rappresentano i residenti contrari, puntano a dimostrare che la tutela dell’ambiente deve prevalere sulle esigenze edilizie del club giallorosso.
Le conseguenze per i cittadini e per il progetto
Per gli abitanti della zona di Pietralata, questa notizia rappresenta un momento di riflessione importante. Se da un lato lo stadio promette riqualificazione e nuovi servizi, dall’altro resta il timore per la perdita di spazi verdi e l’aumento del traffico. La battaglia legale si preannuncia ancora lunga: questo stop è solo un primo round di una partita che si gioca tra aule di tribunale e uffici comunali, con l’obiettivo di trovare un equilibrio tra il progresso della città e la qualità della vita di chi ci abita.