Stadio della Roma, Italia Nostra gela il commissario Gualtieri: “Sì a Pietralata, ma senza garanzie su verde e archeologia”
Il nuovo stadio della Roma a Pietralata ha ottenuto il decisivo via libera amministrativo da parte del sindaco-COmmissario Gualtieri, ma mentre il Campidoglio celebra l’avanzamento dell’iter, Italia Nostra Roma (la nota associazione ambientalista nazionale) riporta l’attenzione sulle fortissime criticità ambientali e chiede all’amministrazione garanzie precise sui parchi e sulle aree verdi del quadrante est.
È questo il nuovo fronte che si apre subito dopo la conclusione positiva della Conferenza dei Servizi.
Il via libera che accelera lo stadio
Il 28 settembre la Conferenza dei Servizi decisoria ha espresso parere favorevole al progetto. Il passaggio apre una nuova fase per la realizzazione dello stadio di Pietralata e viene presentato come uno snodo decisivo dell’intero procedimento.
Ma proprio mentre l’iter amministrativo accelera, Italia Nostra Roma sceglie di intervenire per spostare l’attenzione su ciò che, a suo giudizio, resta ancora senza una risposta sufficientemente chiara: il destino ambientale dell’area e le compensazioni previste.
Italia Nostra spegne l’entusiasmo
Nel comunicato diffuso il 30 settembre, Italia Nostra Roma offre una lettura decisamente più problematica del via libera.
L’associazione, che ha partecipato alla Conferenza, afferma che il rilascio del PAUC ( l’atto che raccoglie e conclude il procedimento autorizzativo svolto in sede di Conferenza dei Servizi sotto la gestione commissariale guidata dal sindaco-Commissario Gualtieri) «non cancella le criticità evidenziate dai cittadini né le richieste di integrazione e le prescrizioni formulate dai vari Enti nel procedimento».
Il nodo è soprattutto ambientale. Italia Nostra ricorda che l’area oggi interessata dal progetto è «un’area boscata di formazione spontanea» precedentemente destinata a parco pubblico nell’ambito del progetto SDO e sostiene che la sua perdita potrebbe compromettere la continuità della rete ecologica locale.
“Non abbiamo trovato garanzie puntuali”
È qui che la posizione dell’associazione entra più nettamente in contrasto con il clima positivo seguito al via libera.
Italia Nostra scrive infatti: «Nella lettura del provvedimento, però, non abbiamo trovato garanzie puntuali sulle richieste ambientali presentate da Italia Nostra e dai cittadini».
E aggiunge che il richiamo a future opere di compensazione, a suo giudizio, «non risponde alla perdita del parco previsto a Pietralata», né può essere considerato equivalente all’intervento compensativo prospettato nel Parco di Aguzzano.
La contestazione, quindi, è molto precisa: lo stadio procede, ma per Italia Nostra resta ancora da capire quali tutele ambientali diventeranno impegni concreti e verificabili.
La lista dei parchi presentata al Campidoglio
Italia Nostra chiede a Roma Capitale «impegni espressi e verificabili».
La lista è dettagliata: Parco archeologico Tiburtino, Parco della Serenissima, Parco Prenestino ex Snia Viscosa, Parco Casilino-Labicano e completamento del Parco archeologico di Centocelle.
L’associazione domanda inoltre di ricostituire la continuità ecologica attraverso un parco di estensione equivalente a quello perduto nell’area adiacente alla stazione Tiburtina e di garantire realizzazione e manutenzione del parco intorno allo stadio, con accesso libero per i cittadini senza limiti di tempo.
Dopo il sì, ora servono risposte
Ed è proprio questo il punto politico più delicato per il Campidoglio: il via libera amministrativo non chiude il confronto, ma apre una nuova fase fatta di verifiche, garanzie e impegni da tradurre in atti concreti.
«L’efficacia immediata dell’autorizzazione rende altrettanto urgente una risposta su queste garanzie», sottolinea Italia Nostra, richiamando anche le questioni già sollevate sulla tutela archeologica e sulla sicurezza geologica.
La chiusura del comunicato è netta: «Attendiamo di conoscere quali impegni il Commissario Sessa abbia effettivamente garantito e come Roma Capitale intenda attuarli».
Il messaggio dell’associazione è quindi chiaro: la partita sullo stadio di Pietralata non riguarda soltanto tempi e cantieri, ma anche quanto verde verrà sacrificato, quali compensazioni saranno davvero realizzate e con quali garanzie per i cittadini.