Stadio Flaminio, la Lazio accelera: inviati nuovi documenti al Campidoglio, ora la partita decisiva è in Comune
La Lazio prova a imprimere una svolta al progetto per il nuovo stadio Flaminio e mette sul tavolo un pacchetto documentale imponente. Al Campidoglio sono infatti arrivate le integrazioni richieste dagli uffici tecnici comunali: circa 8.000 pagine raccolte in una chiavetta, inviata al sindaco Roberto Gualtieri e all’assessore allo Sport Alessandro Onorato. È un passaggio tutt’altro che formale, perché da questa verifica dipende l’avvio concreto della conferenza dei servizi preliminare, snodo indispensabile per trasformare l’impianto progettato da Pier Luigi Nervi nella futura casa della Lazio.
Cosa manca prima dell’avvio dell’iter
Dopo la presentazione ufficiale del progetto a Formello, il Comune aveva chiesto alla società biancoceleste di completare alcuni aspetti ritenuti essenziali. Non si trattava soltanto di dettagli burocratici, come firme digitali mancanti o cartografie da aggiornare, ma anche di questioni sostanziali. Sul tavolo, infatti, restavano da chiarire la sostenibilità economica dell’operazione, le garanzie finanziarie, il tema della mobilità e degli accessi all’area, oltre alla durata della convenzione. La Lazio ha ora risposto a tutte le osservazioni, provando a chiudere il cerchio su un dossier delicato e strategico.
Il Flaminio immaginato dalla Lazio
Il cuore del piano resta ambizioso: recuperare uno degli impianti più iconici di Roma e trasformarlo in uno stadio moderno da circa 50mila spettatori. L’idea prevede il restauro del vecchio catino e la realizzazione di un nuovo anello, nel tentativo di coniugare identità architettonica e funzionalità contemporanea. È un progetto che non riguarda soltanto il calcio, ma anche il futuro urbanistico di un quadrante importante della città. Proprio per questo il vaglio del Campidoglio sarà decisivo: non basta la volontà del club, serve che la macchina amministrativa riconosca solidità tecnica, economica e logistica all’intervento.
Lotito: “Adesso attendiamo il Campidoglio”
Claudio Lotito, intercettato dopo l’invio del materiale integrativo, ha mostrato fiducia sull’esito dell’esame. Il presidente biancoceleste ha spiegato che le richieste del Comune riguardavano soprattutto aspetti tecnici e ha rivendicato la puntualità delle risposte fornite dal club. Un lavoro, ha sottolineato, portato avanti con il supporto coordinato di tre università. Il messaggio politico e amministrativo è chiaro: secondo la Lazio, ora la palla passa al Campidoglio. Saranno gli uffici comunali a stabilire se la documentazione è sufficiente per aprire finalmente la conferenza dei servizi e portare il progetto fuori dalla fase preliminare.
A Formello torna Veron, buone notizie anche dal campo
Mentre sul fronte stadio si attende il responso del Comune, a Formello la giornata ha avuto anche un forte sapore simbolico. Nel centro sportivo biancoceleste è tornato Juan Sebastián Verón, figura centrale dello scudetto del 2000, che ha salutato Maurizio Sarri e assistito all’allenamento della squadra. Dal campo sono arrivate anche indicazioni incoraggianti in vista della sfida con il Parma: oltre a Cataldi, risultano recuperati anche Gila e Basic. Un doppio binario, dunque, accompagna queste ore in casa Lazio: da una parte il futuro del Flaminio, dall’altra le urgenze immediate della stagione.