Stefania Orlando derubata in casa a Roma mentre dorme: “Sono traumatizzata”
Dormiva nel suo letto, convinta che quei rumori fossero solo fastidi notturni. In realtà erano ladri in casa, a pochi metri da lei. Stefania Orlando racconta così una notte che difficilmente dimenticherà: un furto avvenuto mentre era presente nell’appartamento, nella sua casa di Roma, scoperto solo al risveglio.
Ladri in casa di Stefania Orlando mentre dormiva
La conduttrice e attrice romana è stata vittima di un furto notturno avvenuto nella notte del 2 gennaio. I malviventi sono entrati forzando le inferriate del salotto, mentre lei dormiva nella zona notte, chiusa a chiave nella camera da letto. A raccontarlo è stata la stessa Stefania Orlando, ospite del programma Rai “La volta buona”, condotto da Caterina Balivo.
“Ho sentito dei colpi, come se battessero sui tubi”, ha spiegato. Rumori forti, insistenti. Ma nessun allarme immediato. “Non ho collegato. Pensavo arrivassero dal piano di sopra”. Era circa l’una, forse le due. La mente fa quello che può: normalizza. Il mattino dopo, però, la scena si è resa conto che non erano stati i vicini a fare rumore.
“Non diamo in pasto la nostra vita ai social”
Il momento più difficile è arrivata dopo, quando ha realizzato l’accaduto. “Sono uscita dalla camera da letto e ho visto la finestra spalancata, la grata aperta, la porta senza le chiavi. In quel momento ho capito che qualcuno era entrato mentre io ero lì. Ho sentito un brivido dentro”, ha raccontato. Trauma, è la parola che ripete più volte. “Da quella notte non dormo più da sola. I miei amici si alternano, mi fanno compagnia. È come vivere in un bunker”.
Nel suo racconto c’è anche un appello diretto, che va oltre l’episodio personale. Stefania Orlando invita a riflettere sull’uso dei social network. “Siamo abituati a raccontare la nostra vita minuto per minuto, come una diretta continua. Dove sei, dove non sei. Io ero a Roma quel giorno, non ho detto ‘sono fuori’. Forse lo hanno immaginato, però cerchiamo di non dare in pasto la nostra vita ai social, perché probabilmente anche questo può indurre poi a fare queste azioni”.