Raggi, strisce blu a pagamento e autobus vuoti. E l’assessore si infuria

Strisce blu a pagamento da domani e autobus che con le nuove regole gireranno semivuoti. Rischia di andare in corto circuito il fragile equilibrio del trasporto pubblico e della sosta a Roma alla prova della fase 2. La sindaca Raggi aveva disposto con una sua ordinanza l’apertura dei varchi della ZTL per tutto il periodo del lockdown, per consentire a chi comunque doveva lavorare di circolare più facilmente. Analogamente, era stata sospesa la disciplina della sosta tariffata. Cioè strisce blu gratis per tutti. Con identica motivazione, anche condivisibile. Chi già si sacrificava per andare al lavoro non poteva essere costretto a pagare anche la sosta tariffata. Ma quest’ultimo provvedimento non sarebbe stato prorogato e dunque da domani le strisce blu dovrebbero tornare regolarmente a pagamento. Usiamo il condizionale, perché nel video tutorial sulle nuove regole diffuso dal Campidoglio di sosta tariffata non si parla proprio. Quindi non essendo prorogata, l’ordinanza di sospensione con oggi dovrebbe decadere.

Un brutto colpo per i cittadini romani e i commercianti. Che si troveranno a riaprire bottega con il trasporto pubblico a mezzo servizio. E a pagare anche per lasciare la macchina davanti al negozio, ammesso di trovare posto. Forse sarebbe il caso di ripensarci, e la sindaca Raggi avrebbe ancora il pomeriggio di oggi per rimediare a quella che appare come una vera e propria ingiustizia. Un appello che arriva anche dalla consigliera comunale di Fratelli d’Italia Lavinia Mennuni, che giudica semplicemente vergognoso rimettere ora le strisce blu a pagamento.

Caos trasporti a Roma. Da domani strisce blu a pagamento. E sull’autobus si viaggia in quattro

Il traffico nella città di Roma rischia di andare subito in tilt fin dalla giornata di domani. Infatti il Campidoglio e la sindaca Raggi non hanno prorogato la gratuità delle strisce blu, che da lunedì torneranno a pagamento. Salvo sorprese o chiarimenti dell’ultima ora. Mentre i varchi della ZTL rimarranno aperti fino alla scadenza del mese. Due scelte che si contraddicono palesemente, perché se si ritiene giustamente che disagio e crisi ci siamo ancora, si dovrebbe lasciare gratis tutto ancora per un po’. Soprattutto perché l’alternativa dovrebbe essere il trasporto pubblico. E qui le cose non vanno certamente meglio. L’assessore alla mobilità Pietro Calabrese ha voluto fare un sopralluogo congiunto con ATAC alla stazione ferroviaria di Magliana Nuova. E poi alla rimessa dei bus a Magliana. E molte cose non lo hanno convinto. A cominciare dall’allestimento delle vetture. Ma anche il numero dei passeggeri ammessi è sembrato troppo ridotto all’assessore, che insieme al suo capo dipartimento ha scritto all’azienda una lettera di fuoco.

L’assessore Calabrese scrive all’ATAC. Così disincentivate l’uso del trasporto pubblico

Non capita tutti i giorni che un assessore scriva all’azienda partecipata che controlla chiedendo conto di che cosa stia facendo. È capitato invece all’assessore alla mobilità di Roma Capitale Pietro Calabrese, che ha bacchettato l’ATAC e il suo presidente Simioni. Addirittura accusando l’azienda capitolina di disincentivare l’uso del trasporto pubblico. Motivo del contendere, il numero di persone che da domani potranno salire sugli autobus che circolano nella Capitale. Che ATAC ha fissato stabilendo numeri bassissimi. Probabilmente per proteggere meglio i lavoratori dal possibile contagio. Ma per l’assessore insufficienti a fornire una mobilità pubblica accettabile.

Si tratterebbe di due soli posti a sedere e due in piedi sugli autobus di otto metri, che salgono a dodici posti complessivi nelle vetture più grandi. Per un massimo di 18 passeggeri sui jumbo bus. I vettori regionali applicano diversamente la stessa ordinanza, scrive nella lettera l’assessore. E riempiono i pullman fino al 50 per cento della capienza. Sicuramente una percentuale non raggiungibile nei mezzi urbani. Ma con i numeri dell’ATAC si avrà un assai probabile congestionaento del servizio, prosegue testuale Calabrese. E tutto questo potrebbe generare la diffusa convinzione dell’inefficacia del traporto pubblico. E indurre all’uso indiscriminato dell’auto privata. L’azienda non ha ancora risposto alla mia lettera, conclude l’assessore ai trasporti. Nemmeno sui marker da mettere nelle vetture per garantire il distanziamento almeno di un metro. Come dire, se domani qualcosa va storto, cittadini e istituzioni sapranno con chi prendersela.

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