Studenti e prof del liceo “T. Gullace” di Roma in rivolta: “Così non si può rientrare”

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Scuola, così non va. Sciopero bianco e didattica sospesa: dopo il no, a inizio mese, alla riapertura in presenza, questa l’ultima iniziativa del liceo Teresa Gullace di Roma prevista per lunedì prossimo. Il dissenso è nei confronti del piano di rientro che i docenti giudicano inadeguato sia in relazione alla sicurezza che all’efficacia degli interventi di didattica mista, così come per ciò che riguarda la doppia turnazione. Anziché fare lezione, gli insegnanti del liceo romano approfondiranno tematiche legate all’educazione civica, al diritto all’istruzione, con specifico riferimento al peso attribuito ad esso in termini di Pil, nel nostro e negli altri paesi europei.

Il liceo annuncia altre iniziative

“Ci stiamo attivando affinché aderiscano alla nostra iniziativa anche altri licei romani”, recita un comunicato del liceo Gullace. Annunciando che “iniziative analoghe potranno essere intraprese anche nel corso delle settimane successive. Auspichiamo che lo sciopero indetto il prossimo 29 gennaio sia l’occasione per riavviare un’azione comune delle forze sindacali e dei movimenti della scuola che coinvolga docenti, personale ATA, studenti e famiglie per mettere finalmente la scuola al centro delle politiche nazionali, come da dettato costituzionale”. “Chiediamo che le istituzioni prendano in considerazione le seguenti istanze – prosegue l’appello dei docenti -. Un radicale ripensamento delle politiche scolastiche a partire dalla eliminazione delle classi pollaio, inaccettabili da sempre per ragioni pedagogiche e di sicurezza.

Le richieste di studenti e docenti

Massicci investimenti nell’edilizia scolastica e il potenziamento degli organici della scuola. Nell’ottica della necessaria salvaguardia del diritto alla salute di tutti noi, e del rispetto dell’autonomia scolastica sancita per legge, la possibilità che siano i singoli istituti scolastici a determinare il ricorso alla dad. O la proporzione tra didattica in presenza e didattica a distanza. Tenendo conto delle diverse situazioni specifiche, con riguardo in via prioritaria alla tutela degli studenti che, a diverso titolo, si configurano nell’attuale scenario come soggetti più fragili”. “Lunedì 18 gennaio, alla riapertura delle scuole superiori al 50% – sottolineano gli insegnanti del Gullace – solo a Roma 90mila studenti su 115mila hanno manifestato la loro protesta.

Preoccupazioni del liceo per il rientro in presenza

Alcuni sono scesi in piazza, altri sono rimasti in casa. Ma non hanno partecipato alle lezioni in didattica a distanza e sono così risultati assenti alle lezioni. La preoccupazione per un piano di rientro in presenza vede uniti studenti, genitori e anche docenti. Noi, docenti del liceo Gullace di Roma, rileviamo infatti che tale piano non compensa le carenze strutturali degli edifici scolastici italiani. Carenze derivate da anni di mancati investimenti e diventate del tutto insostenibili ora che siamo schiacciati dall’emergenza sanitaria della pandemia in corso”. “Abbiamo già manifestato la nostra posizione riguardo al piano di rientro predisposto dal Miur. Attraverso un documento approvato a larga maggioranza dal nostro corpo docente, unendoci così alla protesta di molti licei romani.

Le iniziative degli studenti del liceo

Oggi, nonostante le evidenti difficoltà che ci troviamo ad affrontare, esprimiamo la nostra solidarietà nei confronti delle iniziative degli studenti. Che, dimostrando serietà e determinazione, ci hanno comunicato in anticipo le modalità della loro protesta. Modalità che hanno riscosso, in questi giorni, la quasi totale adesione degli studenti del nostro liceo. Quanti di noi sono riusciti a collegarsi con i loro studenti hanno costatato la loro motivazione e la loro predisposizione a riflettere, documentarsi e analizzare. Siamo d’accordo con loro nell’evidenziare le criticità della doppia turnazione, per la quale proponiamo un avvicendamento periodico delle classi sui due turni”.

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