Sui Tg ci sono solo Letta e Calenda (al 2%), la Lega è ignorata: arriva il richiamo di Agcom

calenda col pd (2)

“Lega nettamente penalizzata negli spazi radiotelevisivi: i dati Agcom relativi al periodo 22 luglio-2 agosto parlano chiaro. Pur essendo il partito più numeroso in Parlamento, la Lega è di gran lunga meno presente di altri. Qualche esempio sui tempi di parola: negli extra tg di Rai1, Lega addirittura assente, mentre M5S 15% e Pd 19%; sui tg di Sky (Cielo), Lega 11%, Pd 19% e M5S 20%”.

“Una disparità di trattamento tanto inaccettabile quanto diffusa, anche in altre reti e telegiornali, che viola le regole del confronto democratico. Ci auguriamo che da qui al 25 settembre i media – tanto del servizio pubblico quanto di quello commerciale – provvedano urgentemente a riequilibrare la situazione, garantendo la correttezza e l’imparzialità dell’informazione specie in questo periodo di par condicio, parlando anche dei programmi e delle idee della Lega e non solo dei capricci di Calenda o degli insulti del Pd, entrambi sempre coccolati dalle redazioni”. Così i capigruppo Lega di Camera e Senato, Riccardo Molinari e Massimiliano Romeo.

Agcom richiama la Rai per la battuta di Anzaldo sulla Meloni

Caso Anzaldo. L’Agcom richiama la Rai. L’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni, a quanto apprende l’Adnkronos, ha deliberato all’unanimità un richiamo formale nei confronti del Servizio Pubblico dopo l’esposto presentato dai parlamentari leghisti della Commissione di Vigilanza Rai il 3 agosto scorso, per la violazione dei principi in materia di par condicio e pluralismo informativo durante la campagna elettorale, in particolare, la violazione dell’art. 5, commi 2 e 3 della legge 28/2000 nella trasmissione “Rassegna stampa”, andata in onda il 3 agosto scorso alle 7 del mattino, nell’ambito di uno scambio di battute fra la conduttrice Elisa Anzaldo e il condirettore del Corriere dello Sport Alessandro Barbano, in merito al presunto cambio di fede calcistica della leader di Fratelli d’Italia Giorgia Meloni, in questi termini “Se peccato è, in questo caso non è il peggiore peccato di Giorgia Meloni”, ha detto Barbano. “Ce ne sono tanti altri”, ha commentato la Anzaldo, sorridendo.

La delibera, approvata dall’Agcom, ha il seguente titolo: “Richiamo nei confronti della concessionaria del servizio pubblico radiotelevisivo per la violazione dei principi in materia di par condicio e pluralismo informativo durante la campagna elettorale per le elezioni di camera e senato del 25 settembre 2022. rassegna stampa Rai1 ore 07.00”.

Nonostante la Rai abbia chiesto l’archiviazione dell’esposto della Lega in considerazione del fatto che “la giornalista, preso atto che le proprie affermazioni erano state travisate, ha reso pubbliche scuse” e che “la Direttrice del Tg1 Monica Maggioni ha rivolto alla redazione un invito all’equilibrio e alla sobrietà nel corso della campagna elettorale”, l’Agcom, analizzate le ragioni dell’Azienda, ha comunque ritenuto di richiamare la Rai “affinché nei programmi di informazione, ivi comprese le rassegne stampa, venga garantito un rigoroso rispetto dei principi del pluralismo, dell’imparzialità, dell’indipendenza, della completezza, dell’obiettività e della parità di trattamento fra i diversi soggetti politici in tutto il periodo di campagna elettorale con particolare riferimento al ruolo che deve essere svolto dai conduttori ai sensi dell’art.5, c. 3 della l. n.28 del 2000”.

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