Superati i centomila morti in Italia. E anche oggi il covid morde

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Sono 13.902 i nuovi casi di covid registrati nelle ultime 24 ore. Con i 318 morti registrati da ieri, il bilancio dei decessi da inizio pandemia supera quota 100mila (100.103). Sono stati effettuati 184.684 tamponi, per un tasso di positività che si attesta al 7,5%. In terapia intensiva ci sono attualmente 2.700 pazienti (+95 da ieri), mentre nelle ultime 24 ore si contano 13.893 guariti (2.508.732 dall’inizio della pandemia).

Nel Lazio aumentano morti, ricoveri e terapie intensive

“Oggi nel Lazio, su oltre 11mila tamponi (-140) e quasi 7mila antigenici per un totale oltre di 18mila test, si registrano 1.175 casi positivi (-224), 22 decessi (+9) e +838 guariti. Diminuiscono i casi, mentre aumentano i decessi, i ricoveri e le terapie intensive. Il rapporto tra positivi e tamponi è a 10%, ma se consideriamo anche gli antigenici la percentuale scende al 6%. I casi a Roma città sono sotto quota 500.

5 decessi nelle province della regione

Le vaccinazioni sono a quota 560 mila”. Lo riferisce l’assessore alla Sanità della Regione Lazio, Alessio D’Amato, al termine della videoconferenza della task-force regionale per Covid-19 con i direttori generali di Asl e aziende ospedaliere, policlinici universitari e ospedale pediatrico Bambino Gesù. “Nelle province si registrano 262 casi e sono 5 i decessi nelle ultime 24 ore”, prosegue D’Amato.

Grave la situazione in Ciociaria

Grave la situazione in Ciociaria. “Frosinone e provincia sono zona rossa non tanto per l’indice Rt o la circolazione delle varianti del Covid, quanto per l’assenza e la saturazione di quelle che sono le disponibilità dei posti letto nelle terapie intensive e negli ospedali dedicati Covid. Questo fa riflettere, e significa che qualche cosa non sta funzionando nella ripartizione dei posti letto dedicati al Covid-19 e alle terapie intensive”. Lo ha detto all’Adnkronos Nicola Ottaviani, sindaco di Frosinone, in merito alla situazione della città e della provincia di Frosinone.

In Ciociaria qualcosa non ha funzionato

“È vero che il servizio regionale, alla bisogna, fornisce posti letto anche all’esterno della provincia, ma ciò evidenzia che l’offerta non è stata pianificata completamente. Poiché non risultata garantita l’autosufficienza a livello provinciale – ha aggiunto Ottaviani -. Servono dei correttivi immediati, poiché oggi non possiamo dire, contrariamente al marzo dello scorso anno, di trovarci in una fase inattesa della pandemia. È passato un anno, dalla primavera del 2020, e non può essere trascorso invano.

Qui a Frosinone pochi assembramenti ma siamo zona rossa

E poi non abbiamo avuto, ripeto, sia a Frosinone che nelle altre aree della provincia, i casi di assembramento e di affollamento, che invece abbiamo notato nelle fotografie delle grandi vie dello struscio o dello shopping del centro di Roma. Qualcosa non sta funzionando e dev’essere corretto, in particolare riguardo alla disponibilità effettiva dei posti letto dedicati al Covid e alle terapie intensive”. “Ulteriore questione, da approfondire,  – ha concluso Ottaviani – è quella della tempestività nel rifornimento dei vaccini nella nostra provincia.

Stanziare più risorse contro il Covid

Poiché le prenotazioni, a parità di fascia anagrafica, divergono anche di due mesi tra Frosinone e Roma, tanto è che a persone di 78 anni è stata data la disponibilità immediata nella Capitale, per l’inoculazione di AstraZeneca, mentre a Frosinone, per le stesse persone, è stata fissata per maggio. Bisogna fare presto, stanziando maggiori risorse verso la nostra provincia, da parte del ministero della Salute e della Regione Lazio”.

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