Tacchie e funghi porcini: il borgo vicino Roma che per due weekend diventa una trattoria a cielo aperto
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Altro che la solita sagra: a un’ora da Roma tornano le tacchie fatte a mano con i porcini
Altro che la solita sagra: a Bellegra, a circa un’ora da Roma, tornano per due weekend le tacchie fatte a mano con i funghi porcini, uno dei piatti più legati alla cucina tradizionale del borgo. La 18ª Sagra delle Tacchie ai Funghi Porcini anima il paese dal 2 al 4 e poi dal 9 all’11 ottobre 2026, con stand gastronomici aperti a pranzo e cena, musica, mercatini e iniziative per famiglie.
La pasta irregolare che nasce ancora a mano
Le tacchie non hanno bisogno di forme perfette. La ricetta tradizionale prevede un impasto di acqua, farina e uova, lavorato e poi tagliato a mano in rettangoli irregolari. È proprio quell’aspetto rustico a renderle riconoscibili. A Bellegra vengono servite con i funghi porcini, abbinamento storico della cucina locale, legato ai boschi che circondano il territorio.
Sabato musica popolare e tavoli pieni
Per sabato 3 ottobre il programma affianca alla parte gastronomica anche balli, canti e musica popolare con “I Brigallè”. Gli stand restano il cuore della festa, ma attorno si muovono mercatini artigianali, spettacoli folkloristici e un’area giochi dedicata ai bambini. In caso di maltempo, la manifestazione dispone anche di una grande area coperta e riscaldata.
Il menu punta tutto sui porcini
Il menu completo costa 22 euro e comprende crostino di polenta con porcini, un piatto di tacchie ai funghi porcini, un secondo di carne con porcini e una bottiglietta di vino oppure acqua. È possibile acquistare anche le singole portate. Per i bambini è previsto un menu da 10 euro con cotoletta, patatine e Coca-Cola.
E dopo pranzo si può scendere sottoterra
La giornata può diventare anche una piccola gita. A circa 3 chilometri dal paese si trovano le Grotte dell’Arco, visitabili durante i giorni della sagra con visite guidate al mattino e nel pomeriggio. Sono previsti inoltre punti parcheggio e servizio navetta gratuito per raggiungere più facilmente l’area della manifestazione.
Il richiamo, però, resta quello più semplice: un piatto di pasta fatto come una volta, porcini, tavoli pieni e un borgo che per sei giorni torna a cucinare la propria tradizione.