Tassisti in marcia. Con le liberalizzazioni ci uccidete

“Non ci ascoltate ma stavolta, statene certi, ci sentirete”. E’ questo uno degli slogan più gettonati in vista dei prossimi 5 e 6 luglio. Quarantotto ore che si annunciano di fuoco per la città di Roma dove si concentreranno i tassisti di tutta Italia in occasione dello sciopero nazionale. Il ritrovo è stato fissato a piazza della Repubblica alle 10 per una manifestazione che si snoda fino a piazza Madonna di Loreto. Previsto il transito lungo via Einaudi, piazza dei Cinquecento, via Cavour, via dei Fori Imperiali. Al termine, gli interventi dei rappresentanti della categoria. Gravi disagi alla circolazione, ma soprattutto all’aeroporto di Fiumicino. Dove la zona arrivi da questa mattina è presidiata dalle Forze dell’ordine.

Taxi, nessuna resa: in piazza a Roma il 5 e 6 luglio contro il ddl Concorrenza

Tutte le sigle dei tassisti fanno fronte comune

Un fronte unitario con tutte le sigle dei tassisti che hanno firmato una durissima nota congiunta. “In quelle 48 ore dobbiamo dimostrare, come categoria che non siamo  disponibili a nessun passo indietro, a nessun tipo d’accordo, a  nessuna resa e che ci batteremo fino all’ultimo respiro, contro tutti quei parassiti che vorrebbero sottrarci il frutto della nostra fatica”.

Le ragioni dello sciopero nel comunicato congiunto

La protesta è scattata a causa del decreto legge Concorrenza che all’articolo 10 contiene quella che i tassisti definiscono una “deregolamentazione del settore prevista. Che ricalca la storia delle liberalizzazioni che si sono tentate di fare nel tempo a danno della nostra categoria”. Secondo i tassisti “il servizio pubblico taxi è fuori dalla Direttiva Bolkestein. E dunque l’Europa non ne chiede nessuna liberalizzazione, nonché la contestuale conclusione della riforma del comparto varata da questo Parlamento nel 2019. Con l’approvazione della regolamentazione dell’operato delle piattaforme di intermediazione digitale e degli strumenti di contrasto ai diffusi fenomeni di abusivismo”.

Le rivendicazioni della categoria

“La realtà – proseguono le 14 sigle sindacali – è che la nostra battaglia è la lotta di 40.000 lavoratori contro la speculazione finanziaria. Ma anche la difesa dell’utenza di un sevizio pubblico  contro meccanismi come algoritmi e libero mercato che li andrebbero a  strangolare nel momento del bisogno”. E al premier Mario Draghi  non le mandano a dire. “Gli incontri fatti con le multinazionali, così come  la negazione del confronto con i lavoratori, e la sua intenzione di  devastare il nostro lavoro, non rimarranno senza risposta. E in quelle 48 ore saranno i tassisti di tutta Italia a consegnargliela”.

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