Telefono Azzurro: segnalazioni di abusi sui bimbi, Lazio al primo posto

telefono azzurro

Nell’anno 2020 il Centro di Ascolto e Consulenza 1.96.96 di Telefono Azzurro ha gestito 74 casi aventi come motivazione primaria del contatto situazioni di abuso sessuale offline, con una media di circa sei casi gestiti al mese, fino ad arrivare a 106, considerando tutte le motivazioni. E’ quanto emerge dal report di Telefono Azzurro diffuso in occasione della Giornata nazionale contro la pedofilia.

Telefono Azzurro registra 6 casi di pedofilia al mese

Le richieste di aiuto sono pervenute in primo luogo dal Lazio (16,1%), dalla Lombardia (13,8%), dall’Emilia-Romagna (12,6%), dalla Campania (11,5%) e dal Veneto (10,3%). Seguono la Toscana (6,9%), la Sicilia (5,7%), la Liguria (4,6%) e le Marche (4,6%). Le aree geografiche rimanenti costituiscono una minoranza che va dal 2,3% (Calabria, Piemonte, Puglia e Sardegna) all’1% (Valle d’Aosta) delle richieste d’aiuto totali.

Chi sono i mostri pedofili: dai genitori al bidello

Per quanto concerne i presunti responsabili dei casi di abuso sessuale offline gestiti nel 2020, i dati mostrano come nel 46,8% dei casi siano coinvolti i genitori dei minori. Sebbene il rapporto con la precedente categoria sia nettamente sproporzionato, il quadro dei soggetti responsabili è completato da figure quali parente (9,9%), nonno/a (8,1%), amico/a (7,2%), convivente (5,4%), estraneo/a (5,4%), conoscente (3,6%), nuovo coniuge (3,6%), fratello/sorella (2,7%), insegnante (2,7%), genitore adottivo (1,8%), allenatore (0,9%) e bidello (0,9%).

Telefono azzurro: la richiesta corre via chat

Durante l’anno 2020, circa la metà degli utenti coinvolti nei casi di abuso sessuale offline si è messa in contatto con il Centro di Ascolto e Consulenza attraverso la chat nel 51% dei casi (+78 contatti gestiti via chat rispetto al 2019). Il canale telefonico è stato utilizzato nel 47% dei casi. La posta elettronica è stata utilizzata nel 2% dei casi.

Durante l’anno 2020, i minori coinvolti nei casi di abuso sessuale offline gestiti dal Centro Ascolto e Consulenza 1.96.96 sono stati 118. Nell’89% dei casi gestiti i minori risultano coinvolti nel ruolo di vittime, nell’8% in quello di testimoni e nel 3% di autori.

L’appello del Moige

“Questa giornata sia occasione per riflettere in modo unitario contro questo crimine verso i più piccoli ed indifesi che si chiama pedofilia. Occorre lavorare uniti e perseveranti per la prevenzione e denuncia di abusi sessuali sui minori, che rappresentano una delle più inaccettabili forme di violenza. Vanno quindi rafforzate le sinergie tra istituzioni, associazioni, famiglie. Sono necessari il potenziamento della rete associativa delle famiglie al fine di meglio riconoscere i segnali di disagio che il minore lancia come richiesta di aiuto”. Lo afferma Antonio Affinita, direttore generale del Moige, e componente e coordinatore gruppo ”tutela minori” del Consiglio nazionale utenti presso Agcom.

Per approfondire