Termovalorizzatore di Roma, prima pietra tra polemiche e scontri: “Gualtieri senza vergogna”

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Caschetto giallo in testa, sorrisi da inaugurazione social e strette di mano davanti alle telecamere. Roberto Gualtieri ieri ha celebrato l’avvio dei lavori del termovalorizzatore di Santa Palomba come fosse il giorno della liberazione dei rifiuti romani. Peccato che, dietro le immagini patinate e i rendering futuristici, continuino a pesare inchieste, ricorsi, contestazioni politiche e un’indagine della Corte dei Conti che parla di un possibile danno erariale da 3,5 milioni di euro per il terreno acquistato a un prezzo ritenuto ben superiore al suo valore reale.

Eppure il sindaco tira dritto. Anzi, rilancia. “C’è un ampio consenso”, ha detto. Talmente ampio che i sindaci dei Castelli Romani, insieme a quelli di Pomezia e Ardea, da mesi stanno dicendo l’esatto contrario. Alcuni scrivendo lettere. Altri preparando ricorsi. Altri ancora urlando. Ma forse, in Campidoglio, arriva solo l’audio selezionato.

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La “prima pietra” tra selfie, slogan e conti ancora aperti

L’immagine è ormai un classico della politica contemporanea: caschetto da cantiere, giubbotto catarifrangente e inaugurazione da rilanciare sui social entro mezz’ora. Stavolta però non si tratta di un’aiuola o di una pista ciclabile. Ma del progetto più divisivo degli ultimi anni a Roma: il maxi inceneritore da 600mila tonnellate che dovrebbe sorgere a Santa Palomba e diventare operativo nel 2029. Gualtieri lo descrive come la svolta definitiva per chiudere l’epoca dei rifiuti in strada. Gli oppositori lo considerano invece un impianto vecchio già in partenza, costoso e imposto dall’alto. Nel mezzo ci sono i cittadini, che assistono a una scena tipicamente romana: da una parte il taglio del nastro, dall’altra gli esposti.

Intanto la Corte dei Conti sta approfondendo la vicenda relativa all’acquisto dell’area, che secondo gli accertamenti avrebbe comportato un possibile danno erariale di circa 3,5 milioni di euro. Secondo i giudici, infatti, il terreno sarebbe stato pagato molto più del suo reale valore. E mentre i magistrati contabili vanno avanti con le verifiche, il cantiere invece accelera.

“Ampio consenso”? I sindaci contrari raccontano altro

Il passaggio più surreale della giornata forse è arrivato quando il sindaco ha parlato di un progetto condiviso e sostenuto dalle istituzioni del territorio. Perché basta uscire di qualche chilometro dal Campidoglio per trovare una realtà completamente diversa. I sindaci dell’area dei Castelli Romani, così come quelli di Pomezia e Ardea, da mesi contestano apertamente l’impianto. Alcuni appartengono all’opposizione. Altri sono perfino vicini alla stessa area politica di Gualtieri. Ma sul termovalorizzatore la musica non cambia: contrari prima, contrari adesso. E non solo per ragioni ambientali. Sul tavolo ci sono dubbi legati al traffico dei rifiuti, all’impatto sul territorio, alla gestione degli hub logistici e persino al fabbisogno idrico dell’impianto. E glielo hanno detto in tutti i modi, sia quelli della corrente politica opposta, che quelli del suo stesso partito.

Durissimo anche il Movimento 5 Stelle, che ha annunciato un nuovo esposto alla Corte dei Conti parlando di “criticità enormi” sul progetto. Nel mirino ci sono il project financing, i presunti conflitti di interesse e la sostenibilità dell’opera. “L’unica pietra che avrebbero dovuto posare per l’inceneritore è quella tombale”, hanno dichiarato i pentastellati. “Gualtieri è senza vergogna”, ha dichiarato Adriano Zuccalà, capogruppo dei 5 Stelle in Regione.

“Non soltanto ha il coraggio di parlare di scelta ambientalista, ma anche di ampio consenso. Sono anni che i sindaci, le associazioni e i comitati manifestano contro il progetto dell’inceneritore di Santa Palomba, sono anni che si raccolgono firme e si inviano esposti e ricorsi. Il commissario Gualtieri non ha mai avuto la decenza, o forse il coraggio, di incontrarli, e ora si permette di parlare di ampio consenso, facendosi beffa dei territori coinvolti, delle istituzioni che li rappresentano e dell’intera cittadinanza. Con il sostegno del governo Meloni e della regione Lazio, è stata posta la prima pietra di uno scempio, di un’enorme bugia speculativa raccontata come una scelta green: cosa c’è di ambientalista in un impianto che brucia il tal quale, che svuota le falde idriche già sofferenti, che inquina terra e aria? Un impianto pensato per il Giubileo, che doveva essere pronto per il 2026 e di cui, forse, vedremo l’apertura nel 2030: la lobby della monnezza ringrazia il suo sindaco, e lui finge di non sentire il grido di rabbia dei territori”.

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Rocca e Gualtieri, la strana “alleanza” sull’inceneritore

Poi c’è il capitolo politico più curioso. Perché se c’è una cosa che il termovalorizzatore è riuscito a fare davvero, è stata mettere d’accordo Roberto Gualtieri e Francesco Rocca. Centrosinistra e centrodestra. Pd e FdI. Una convergenza quasi commovente, almeno per chi ancora credeva che sulla gestione dei rifiuti esistessero differenze profonde. Il presidente della Regione Lazio, infatti, ha di fatto spianato la strada all’impianto. E così, mentre nei territori cresce la protesta, i due amministratori procedono compatti. Uno posa la prima pietra. L’altro osserva e accompagna. Il risultato è che, almeno per ora, l’unica cosa davvero incenerita sembra essere il dibattito pubblico.

Ma c’è un’altro Rocca che, di contro, protesta. È  Federico Rocca, consigliere capitolino di Fratelli d’Italia che ha chiesto chiarezza sui siti di stoccaggio e trasbordo dei rifiuti. Perché il punto è proprio questo: i rifiuti arriveranno sì con i treni, ma prima qualcuno dovrà caricarli. E quel “qualcuno” saranno interi quadranti della città destinati a convivere con camion, traffico pesante, odori e movimentazione continua di immondizia. Tra le aree finite nelle indiscrezioni c’è anche Villa Spada, lungo la Salaria. E i residenti già si preparano all’ennesimo capitolo della lunga guerra romana sui rifiuti. Il rischio, denunciato dalle opposizioni, è che il problema venga semplicemente spostato da una periferia all’altra, impacchettato con una comunicazione più elegante.

Gualtieri: “Più proteste per i parcheggi”

Gualtieri, di suo, prova a minimizzare. “Ci sono state più polemiche per i parcheggi a Roma”, ha detto il sindaco parlando delle contestazioni sul termovalorizzatore. Una battuta che dalle parti di Santa Palomba, Albano, Pomezia e Ardea difficilmente verrà presa con filosofia. Perché mentre il Campidoglio festeggia l’avvio del cantiere, chi vive nei territori coinvolti continua a chiedersi quale sarà il prezzo reale dell’operazione. Ambientale, sanitario e urbanistico. E così, tra caschetti, slogan e passerelle, la sensazione è che la “prima pietra” sia stata posata soprattutto sulla narrazione politica e sugli slogan. Sul resto, invece, la partita è appena cominciata.