Torvaianica, Campo Ascolano ostaggio del ponte chiuso da quasi 3 anni: i residenti scendono in strada, assemblea il 22
Cittadini di Campo Ascolano, ma anche di Torvaianica, sul piede di guerra per la mancata riapertura del ponte all’altezza del Villaggio Tognazzi che, di fatto, blocca il tratto della litoranea Ostia-Torvaianica ormai da quasi tre anni. Quello che si vede è un ponte demolito, un cantiere fermo e migliaia di automobilisti costretti ogni giorno a infilarsi nelle strade di un quartiere nato che non ha vie adeguate. E la pazienza è dei residenti finita. Dopo oltre due anni e mezzo di chiusure e promesse mancate, i cittadini vogliono sapere una sola cosa: sapere quando verrà riaperto il ponte sulla Litoranea.
Lunedì i cittadini scenderanno in strada. Non per una questione politica, spiegano, ma per tornare a vivere un quartiere che ormai è “ostaggio” di un’opera pubblica che sembra non avere una data di conclusione.
Il ponte non c’è più, il cantiere sì
La vicenda riguarda il cosiddetto Ponte D sulla Via Litoranea, uno dei collegamenti più importanti tra Ostia e Torvaianica. Per circa due anni la struttura è rimasta percorribile in un solo senso di marcia. Poi, dal dicembre 2025, è arrivata la chiusura totale. Da allora la situazione è ulteriormente peggiorata. Il ponte è stato demolito. Al suo posto oggi restano travi, transenne e un enorme vuoto che interrompe uno degli assi viari più utilizzati del litorale romano. Quello che esaspera i residenti non è soltanto la chiusura, ma l’impressione che i lavori siano praticamente fermi. “Non si vede un operaio da mesi”, raccontano dal quartiere.
Le conseguenze sono sotto gli occhi di tutti. Con la Litoranea interrotta, il traffico proveniente da Torvaianica e diretto verso Ostia viene deviato all’interno di Campo Ascolano, trasformando le strade residenziali in una sorta di tangenziale improvvisata. Via Lago Maggiore, Viale Po e Via Arno diventano ogni giorno un serpentone di auto, mezzi pesanti e autobus. Residenti, famiglie e commercianti sono esasperati da una situazione ormai fuori controllo. “Per non parlare di quando, per un motivo o per un altro, ci sono lavori su via Arno: allora siamo proprio intrappolati, costretti a uscire di casa due o tre ore prima per andare al lavoro e cercare di non fare tardi. L’intero quartiere diventa un’unica fila di auto”.
Attraversare la strada è diventato complicato. Far uscire i bambini in bicicletta, raccontano alcuni genitori, è diventato quasi impossibile. A peggiorare il quadro ci sono le lunghe code che si formano nelle ore di punta, con automobilisti esasperati che spesso tentano sorpassi azzardati e manovre pericolose pur di evitare gli ingorghi.
Il timore per il ponte del quartiere
Ma c’è anche un’altra preoccupazione. I residenti temono che il continuo passaggio di Tir, mezzi pesanti e autobus Cotral possa mettere sotto stress un altro ponte interno al quartiere, realizzato per sostenere il normale traffico locale e non il flusso veicolare che oggi attraversa l’area. Una situazione che alimenta ulteriormente l’allarme tra chi vive nella zona. “Quel ponte non è stato progettato per reggere questo carico”, ripetono i cittadini, che chiedono verifiche e controlli strutturali.
Ma la vera preoccupazione resta però quella dei tempi. Secondo quanto riferito dai comitati di quartiere, negli ultimi mesi sarebbero state indicate diverse scadenze per la conclusione dei lavori. Prima si è parlato del 30 maggio 2026, poi del 30 giugno 2026. Date che oggi appaiono difficili da rispettare. “Non esiste un cronoprogramma ufficiale e aggiornato. E finora tutte le date che sono state date sono poi state disattese. Abbiamo chiesto chiarimenti, incontri e accesso agli atti, ma finora sono state poche le risposte, mentre tante le incertezze”. E questo ha alimentato sfiducia e rabbia.
Saltato anche l’incontro con la Città Metropolitana
A rendere ancora più tesi i rapporti con le istituzioni è stato il mancato incontro previsto lo scorso 8 giugno tra una delegazione di residenti e la Città Metropolitana di Roma Capitale. L’appuntamento avrebbe dovuto fare chiarezza sullo stato dell’opera. Secondo quanto denunciato dai cittadini, però, la riunione sarebbe stata annullata poco prima dell’inizio, quando alcune persone erano già in viaggio verso Roma. E anche questo ha contribuito ad accrescere il malcontento.
Nei giorni scorsi una prima piccola vittoria è arrivata sul fronte dell’accesso al mare, grazie alla diffida presentata dal consigliere comunale Giacomo Castro. La chiusura del cantiere impediva infatti anche il passaggio pedonale verso una delle uscite a mare di Campo Ascolano. Dopo le proteste dei residenti e alla diffida presentata a Città Metropolitana, l’area di cantiere è stata arretrata di alcuni metri, consentendo nuovamente il passaggio verso la spiaggia. Un intervento che ha risolto però soltanto una parte del problema.
Adesso i residenti chiedono una risposta chiara. Non vogliono più date ufficiose, rinvii o promesse. Chiedono che Roma Città Metropolitana comunichi un cronoprogramma preciso e una data certa per la riapertura del Ponte D sulla Litoranea. Per questo lunedì si terrà un’assemblea pubblica a Campo Ascolano. “Ma siamo anche pronti a bloccare le strade”, promettono.


