Torvaianica, “Ciclisti de mer*a, avete rotto il ca**o”: scende dall’auto e lo massacra di botte. “Mi stava ammazzando”

Aggressione Torvaianica

Avete rotto il ca**o co’ ‘ste bici, ciclisti de merda!”, e poi le botte. Tante da massacragli la faccia. Follia pura a Torvaianica, dove la sera del 22 aprile, alle 20:40, un 51enne è stato aggredito mentre tornava a casa dal lavoro in bicicletta. L’uomo, che stava percorrendo via dei Romagnoli in direzione del lungomare, è stato bloccato da uno sconosciuto sceso da un’auto che l’ha prima colpito con un violento pugno in faccia, poi ha continuato a picchiarlo con calci e pugni fino a procurargli fratture e contusioni al volto e alla cavità orbitale.

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L’aggressione a Torvaianica: “Così mi uccidi”

Andrea era uscito dal lavoro, a Pomezia, dove si reca ogni giorno in bicicletta. Lo fa per tenersi in forma, ma anche per una scelta ecologista. Il percorso fino a Torvaianica, dove vive, è di circa 8 chilometri: una “passeggiata” che fa abitualmente, da atleta allenato, in velocità sostenuta tra i 30 e i 35 chilometri orari. Ma mercoledì, arrivato nel tratto sconnesso di via dei Romagnoli, è successo l’imprevisto. Ha superato un’auto che, probabilmente proprio per via del fondo stradale sconnesso, stava andando pianissimo. Poi la vettura, oltrepassato il tratto critico, ha nuovamente superato la bici di Andrea. E, arrivata all’altezza dello stop, all’incrocio con via Zara, il conducente è sceso dall’auto.

L’uomo alla guida si è avvicinato al ciclista e, senza alcun motivo, lo ha colpito violentemente. “Non mi sono reso conto di nulla, io stavo pedalando per conto mio. Non ho neanche fatto in tempo a mettere i piedi a terra, fuori dai pedali, quando mi è arrivato il primo pugno in faccia”, racconta Andrea. “Mi ha fatto perdere l’equilibrio e sono caduto, ma non gli è bastato. Ha continuato a picchiarmi, dandomi pugni e calci. Mi ha rotto gli occhiali che portavo, mi colpiva ovunque, ma insisteva soprattutto in testa e in faccia. Gli ho gridato: “Basta, così mi ammazzi!“, ma non si fermava. E mentre mi picchiava continuava a insultarmi, gridando “Avete rotto il ca**o, ma che problemi hai che te ne vai in bicicletta?”. Che problemi ho io? Prima di incontrarlo non ne avevo…”.

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L’intervento della compagna: “Può bastare così”

“Ad un tratto dall’auto è scesa una donna, forse la compagna dell’uomo. E, guardando la scena, con assoluta calma, si è rivolta verso l’uomo dicendo. “Va bene, basta così”. E lui ha smesso, è risalito sulla sua macchina e, facendo una sgommata, è scappato su via Zara, in direzione del centro, lasciandomi a terra sanguinante”, ricorda Andrea.

Una scena terrificante, i cui attimi finali sono stati probabilmente visti da alcuni testimoni. Qualche secondo dopo, infatti, il 51enne è stato soccorso da alcuni ragazzi. Uno ha anche provato a inseguire l’aggressore, perdendolo però dopo pochi istanti. “Mi hanno detto che dovrebbe trattarsi di una Opel rossa. Io sinceramente non ricordo bene”, racconta Andrea.

30 giorni di prognosi

Avvertita di quanto stava accadendo, sul posto è arrivata la moglie di Andrea. Il 51enne è stato trasportato inizialmente al pronto soccorso dell’ospedale Grassi di Ostia, poi, viste le sue gravi condizioni, è stato trasferito al San Camillo di Roma. “Gli hanno riscontrato varie fratture al volto – racconta Emilia, la moglie – fortunatamente non sembrano scomposte, ma per una valutazione migliore occorre attendere che si sgonfi l’edema. Tra una settimana dovranno fare una nuova valutazione per capire se c’è bisogno di un intervento. Per il momento hanno dato una prognosi di 30 giorni. Ma oltre alle ferite, c’è lo shock e la rabbia per quello che è accaduto. Stavolta è successo a mio marito, ma poteva succedere a chiunque. Capisco che ci sia astio nei confronti dei ciclisti, ma questa è follia. Poteva ammazzarlo: lo ha salvato il casco. Sul caschetto ci sono tutti i segni dei pugni, se non lo avesse indossato a quest’ora la violenza con cui è stato colpito avrebbe portato a un esito diverso”.

L’aggressore, da una prima ricostruzione, dovrebbe essere un ragazzo dall’età apparente di circa 30 anni, dall’accento romano. “Vista la furia con cui si è accanito contro mio marito, colpendo anche il casco, potrebbe avere dei segni in una mano o in entrambe: difficilmente non è rimasto ferito alle nocche, con il colpi dati”, riflette Emilia. L’appello è verso chiunque possa aver visto qualcosa, per poter identificare l’aggressore: potete scrivere alla nostra redazione (sarà assicurato l’anonimato) all’indirizzo direttore@7colli.it o rivolgersi al commissariato di Ostia, dove è stata presentata la denuncia per aggressione, oppure dalla polizia locale di Pomezia.