Torvaianica, il mare si prende la spiaggia: l’erosione avanza e ora le case sono a rischio (FOTO)
Torvaianica come Nisceni. È questo il paragone azzardato e forte che ha fatto questa mattina Fabio Strambi, autore delle foto che mostrano la spiaggia di Pomezia all’altezza di via Lipsia. La sabbia sparisce, il mare avanza e la costa arretra giorno dopo giorno. A Torvaianica non è più solo una questione ambientale: è un problema che adesso arriva alle abitazioni. Le immagini parlano da sole. E raccontano una fragilità che assomiglia sempre di più a quella di altre emergenze italiane.
In via Lipsia, a Torvaianica, il litorale ha cambiato volto nel giro di poche mareggiate. Il mare degli ultimi giorni ha portato via una quantità impressionante di sabbia, lasciando scoperta una scarpata alta e instabile. Le dune, ormai senza protezione, si sono sbriciolate. Alla base delle palizzate restano detriti e materiali trascinati dall’acqua. La distanza tra la stradina costiera e la battigia si è ridotta a vista d’occhio. Se l’erosione dovesse continuare con questa intensità, il rischio è che le abitazioni più vicine alla costa potrebbero finire esposte direttamente all’azione del mare.
Un litorale che arretra e una spiaggia che scompare
Il fenomeno dell’erosione costiera a Torvaianica non è nuovo, ma negli ultimi mesi ha accelerato. Le mareggiate di inizio 2026 hanno colpito duramente il litorale di Pomezia, distruggendo strutture balneari e mettendo sotto pressione interi tratti di costa, in particolare tra Campo Ascolano e le zone più urbanizzate. In alcuni punti si sono formati veri e propri gradini di sabbia alti oltre due metri. Il mare, in certe aree, è arrivato a meno di cinque metri dalle case. Una distanza che, più che una misura, sembra un conto alla rovescia.
A pesare è anche un contesto antropico fragile: anni di ripascimenti mancati, la progressiva distruzione delle dune naturali e interventi tampone mai inseriti in una strategia di lungo periodo hanno reso la spiaggia sempre più sottile, fino quasi a sparire.
Interventi d’urgenza, ma senza una visione
Qualcosa è stato fatto, soprattutto dopo le mareggiate del 2024, con lavori urgenti in alcune aree come piazza Ungheria. Ma sono stati interventi parziali, pensati per fermare l’emergenza e non per risolvere il problema. Il risultato è che oggi Torvaianica si trova di nuovo esposta, con la stagione estiva che rischia di aprirsi su spiagge inaccessibili e su un litorale che continua a perdere terreno. Senza una pianificazione strutturale, ogni mareggiata diventa una nuova minaccia.
Torvaianica come Niscemi: due emergenze, stessa fragilità
Il quadro richiama da vicino quanto sta accadendo a Niscemi, in Sicilia, dove qualche giorno fa una frana imponente ha coinvolto un intero versante, costringendo all’evacuazione di circa 1.500 persone. Là il terreno scivola, qui il mare avanza. Ma il filo rosso è lo stesso: il dissesto del territorio. In entrambi i casi, le case poggiano su un equilibrio che non regge più. A Niscemi si è aperto un precipizio sotto le abitazioni. A Torvaianica il mare continua a rosicchiare la costa, avvicinandosi alle fondamenta. Sono due facce della stessa Italia fragile, dove la prevenzione è arrivata tardi o non è mai arrivata.
Secondo i dati ISPRA, il 94% dei comuni italiani è esposto a rischio idrogeologico. Torvaianica e Niscemi non sono eccezioni, ma simboli. Luoghi diversi, problemi diversi, stessa urgenza: intervenire prima che l’emergenza diventi irreversibile. Nel frattempo, sul litorale romano, resta una spiaggia che arretra e un mare che non aspetta. E ogni nuova mareggiata rischia di portare via un altro pezzo di costa. E un altro pezzo di sicurezza.
