Torvaianica, l’amministratore scappa con i soldi e non paga le bollette: l’Acea toglie il contatore e il condominio resta senz’acqua

contatore smontato Torvaianica

Ha intascato i soldi dei vari condomini rassicurandoli sulla destinazione del denaro. Ma poi, invece di usare quanto ricevuto per pagare le bollette e le varie spese, ha fatto ammucchiare le rate insolute, nonostante i solleciti dei gestori. Poi, quando ha capito che la situazione stava diventando ingestibile, si è dato alla fuga senza lasciare tracce, lasciando decine di famiglie all’asciutto. In tutti i sensi.

È successo a Torvaianica, dove un’intera palazzina da sei giorni si ritrova senz’acqua dopo che Acea ha tolto il contatore generale dell’acqua a causa della morosità pregressa del condominio.

Amministratore in fuga, famiglie disperate

Tutto ha inizio diversi mesi fa, quando le famiglie di una palazzina di via Pola, a Torvaianica, vedono sparire nel nulla il loro amministratore. Con lui sparisce il sostanzioso fondo cassa. I residenti della palazzina in poco tempo scoprono che l’uomo, oltre a essersi portato via i soldi della cassa comune, ha anche lasciato parecchi debiti. Iniziano infatti ad arrivare solleciti per bollette che pensavano fossero state saldate, come quelle dell’acqua.

A settembre, d’urgenza, nominano un’altra amministratrice. La donna mette le mani ai conti e, nel contempo, si mette le mani nei capelli: è un disastro. Non riesce ad avere dal vecchio amministratore i documenti contabili e men che meno un rendiconto, visto che l’uomo è irreperibile.

La reazione di Acea: niente acqua malgrado la presenza di disabili

Viste le richieste di pagamento di bollette che, teoricamente, i condomini avevano già pagato, viene chiesto ai vari gestori una rateizzazione del debito. Tra le varie società c’è Acea, che fa un piano di rientro a cui le famiglie si adeguano, pagando addirittura con qualche giorno di anticipo le rate in scadenza. Ma il 15 ottobre l’amara sorpresa. Arrivano i tecnici che smontano il contatore generale dell’acqua, lasciando all’asciutto l’intera palazzina.

“È stata chiesta una rateizzazione del debito, con rate che abbiamo onorato anche in anticipo”, spiega Vincenzo Del Vicario, sindacalista, a nome dei residenti della palazzina. “Invece ACEA non ha rispettato gli accordi e, senza alcuna messa in mora, il 15 ottobre scorso ha privato un intero condominio dell’acqua smontando letteralmente il contatore e lasciandone il vano danneggiato. Un’azione aggressiva che, tirando dal cilindro ulteriori vecchie bollette forse riferibili ad altri, contraddice tutte le delibere di ARERA e le disposizioni di legge a tutela del consumatore. Nel sonno assoluto di chi dovrebbe vigilare (ARERA e Garante per la concorrenza) ACEA crede però di poter fare come vuole, interrompendo un servizio essenziale in uno stabile in cui sono presenti disabili e persone in condizione di fragilità”.

Acea “sorda” a richiami e diffide

Da quando è stato smontato il contatore, sono state fatte diffide e richiami verso Acea, senza però ottenere nulla. “Nonostante comunicazioni e reclami, tutto lo stabile è ancora del tutto illegittimamente privo della fornitura d’acqua”, spiega Del Vicario, che si è anche rivolto al sindaco di Pomezia, Veronica Felici. “A questo punto, intendo rivolgermi alla Magistratura”.