Torvaianica, picchia la moglie in strada e scoppia la rissa: accerchiato e preso a bottigliate dal “branco” (VIDEO)
Hanno visto una scena di violenza domestica e hanno pensato di intromettersi per fermarla. Ma lo hanno fatto forse in maniera esagerata. Lo hanno accerchiato. Poi hanno iniziato a insultarlo. Hanno visto che era spaventato, ma questo non li ha fermati. Lo hanno picchiato. E quello che doveva essere un intervento di salvataggio si è trasformata in una scena da far west. È successo domenica sera a Torvaianica, dove una famiglia è stata circondata in pieno centro da un gruppo di giovanissimi armati di bottiglie. “Sembrava una spedizione punitiva”, hanno commentato alcuni testimoni, ancora sotto choc.
Urla e botte in pieno centro a Torvaianica
Tutto è iniziato poco prima delle 21:00 in viale Danimarca, all’altezza del ristorante cinese, tra via Viareggio e via Carlo Alberto Dalla Chiesa. A raccontare l’accaduto diversi testimoni, che hanno ricostruito la vicenda. Sul marciapiede si trovava una famiglia di stranieri, presumibilmente sudamericani, formata da padre, madre e due figlie minorenni. La coppia avrebbe iniziato a discutere e ad un tratto l’uomo, per motivi non definiti, avrebbe aggredito la moglie, dandole un pugno in faccia. Ma il gesto non è passato inosservato a una comitiva di giovani italiani che, vedendo la donna picchiata e insultata dall’uomo, ha deciso di intervenire. Drasticamente.
I ragazzi, inizialmente un gruppetto formato da sette o otto giovani, tra cui alcuni minorenni, si sono avvicinati all’uomo, lo hanno inizialmenteinsultato, poi spintonato, cercando di allontanarlo dalla moglie. L’uomo avrebbe provato a reagire e a questo punto sarebbe scoppiata la rissa, a cui si sono aggiunti altri ragazzi.
La rissa con le bottiglie
Sia l’uomo che i ragazzi hanno iniziato a urlare, richiamando l’attenzione dei passanti. La moglie e le figlie, terrorizzate, urlavano anche loro, ma di paura. Qualcuno ha tirato fuori delle bottiglie, che sono state usate come armi. E sono volate le botte. L’uomo sarebbe stato picchiato, mentre la moglie tentava di difenderlo. La famiglia ha cercato rifugio nel cortile condominiale delle palazzine gemelle tra la banca e il negozio di ferramenta, chiudendo il cancello, ma l’escamotage non è servito, perché dopo qualche minuto tutta la banda è tornata con altre bottiglie, urlando insulti e minacce.
Tra tutti i passanti solo due ragazze sono intervenute per difendere la famiglia di stranieri da quella che ormai era diventata un’aggressione nei confronti dell’uomo da parte dei giovani, che nel frattempo erano aumentati. “La moglie sanguinava”, racconta una testimone, “ma non so se la ferita che aveva fosse stata provocata da una bottigliata presa per difendere il marito o se a colpirla fosse stato in precedenza il marito stesso. Era tutto un caos”.
“La moglie e le figlie urlavano terrorizzate”, racconta un’altra. “Ricordo che uno dei ragazzi era sicuramente minorenne e rideva a squarciagola mentre spaccava le bottiglie e insultava la famiglia, mentre gli altri erano sicuramente maggiorenni. Le due ragazze che sono intervenute sono state davvero coraggiose perché hanno preso di petto due dei ragazzi, urlandogli di calmarsi, perché c’erano le bambine. Alcuni automobilisti si sono fermate e hanno suonato i clacson, ma sono stati minacciati da uno di loro e sono fuggiti spaventati”.
La scena ripresa con i cellulari: danneggiate anche le auto in sosta
Qualcuno ha ripreso parte della rissa con i cellulari, chiamando prima le forze dell’ordine. Sono state numerose le telefonate arrivate al 112. Ma quando i carabinieri sono arrivati, ormai non c’era più traccia né dei ragazzi né della famiglia di stranieri. Tutti, infatti, si erano dati alla fuga al suono delle sirene. La “notte brava” dei ragazzi, però, è proseguita: scappando da viale Danimarca in direzione di via La Spezia, passando da via Viareggio, un paio di loro hanno danneggiato alcune auto in sosta con le bottiglie di birra. Ma i militari, grazie alle testimonianze e ai filmati, sono riusciti a identificare alcuni degli appartenenti al gruppo. Adesso si dovrà ricostruire per intero l’accaduto per capire le responsabilità.
Ma tra le persone fuggite prima dell’arrivo dei carabinieri c’è anche la donna ferita, che non ha potuto raccontare la sua storia. Quella storia che, per una volta, era uscita dalle mura di casa. La reazione dei giovani è stata sbagliata, ma ancora più sbagliato è quello che l’ha provocata. Perché da un pugno si può passare a qualcos’altro. E non sempre c’è un “branco” di ragazzi scalmanati pronti a intervenire.