Totti-Blasi, ora crolla anche il soffitto: la villa dell’Eur trascina la separazione nel “terzo” fronte in tribunale
Roma, per anni è stata la cornice privata di una delle coppie più esposte d’Italia: Francesco Totti e Ilary Blasi. Oggi, però, la villa all’Eur (a due passi da Euroma 2) smette di essere soltanto un indirizzo “da copertina” e torna a pesare come un simbolo politico e mediatico: quello della famiglia che si sfalda e dei beni che diventano campo di battaglia. In questi giorni, nell’abitazione assegnata a Blasi, è ceduta una porzione di soffitto. Un episodio domestico, certo, ma con l’effetto di una scossa: riapre tensioni, accende responsabilità e rischia di riportare gli ex coniugi davanti al giudice.
Il crollo che accende la miccia del contenzioso
Il dettaglio materiale – un pezzo di soffitto che viene giù – diventa immediatamente questione di ruoli, doveri e potere. Perché non è solo un problema di manutenzione: è una disputa su “chi paga”, su chi è chiamato a intervenire e su quale equilibrio resti, dopo la fine del matrimonio, tra casa assegnata e spese da sostenere. Nella separazione, ogni elemento si carica di valore simbolico: l’abitazione non è più un luogo di protezione, ma una prova di forza. E la villa dell’Eur, da rifugio, si trasforma in un nuovo fronte della guerra legale.
La denuncia e la mossa d’urgenza di Ilary
Secondo quanto riportato da Repubblica, Ilary Blasi avrebbe sollecitato l’intervento di Francesco Totti per avviare i lavori necessari a rimediare ai danni, sostenendo che l’onere ricadrebbe sull’ex marito in base a quanto stabilito dal giudice civile. La conduttrice si è affidata ai propri legali e avrebbe presentato un ricorso d’urgenza al tribunale civile: un segnale netto, che sposta lo scontro dal piano delle dichiarazioni a quello degli atti. Nella logica di una separazione ad alta intensità mediatica, la strada più breve per far valere una posizione resta spesso quella giudiziaria.
I tre fronti giudiziari: una vicenda privata che diventa pubblica
Il caso Totti-Blasi non è più soltanto cronaca rosa: è un racconto nazionale su ricchezza, reputazione e giustizia, dove l’opinione pubblica si divide come in un talk show permanente. Restano centrali i temi del mantenimento dei figli e della gestione dei beni familiari, questioni tipiche di molte separazioni ma amplificate dalla notorietà dei protagonisti. La disputa sui Rolex, già esplosa mediaticamente, ha aggiunto un elemento quasi “pop”: l’oggetto di lusso diventa bandiera identitaria, mentre la sostanza resta la stessa—chi controlla cosa, e con quali regole.
Il capitolo penale e la richiesta di archiviazione
Il passaggio più delicato resta quello penale. Francesco Totti risulta indagato per l’ipotesi di abbandono di minore, in relazione alla figlia più piccola, Isabel, in una vicenda che coinvolge anche l’attuale compagna Noemi Bocchi. La Procura di Roma ha avanzato richiesta di archiviazione: ora la decisione passa al GIP della Capitale, che potrà accogliere l’istanza, disporre ulteriori approfondimenti o procedere diversamente. In questo snodo si misura la distanza tra narrazione pubblica e tempi della giustizia: mentre fuori tutto brucia in un giorno, dentro i tribunali conta solo ciò che regge agli atti.
Villa dell’Eur, avvocati e “politica della casa”: cosa succede adesso
La manutenzione della villa accende quindi il “terzo fronte” e, con esso, una domanda che va oltre i due protagonisti: quando finisce una famiglia, chi porta il peso concreto delle cose? Totti ha scelto come avvocati Antonio Conte e Gianluca Tognozzi; Blasi si affida ad Alessandro Simeone, Pompilia Rossi e Fabio Lattanzi. Da qui in avanti lo scontro potrebbe giocarsi sui documenti, sulle responsabilità fissate nei provvedimenti civili e sulla capacità di trasformare un crollo fisico in una verità processuale. Nel frattempo, la villa resta lì: non solo casa, ma terreno conteso, dove ogni crepa rischia di diventare una nuova udienza.