Traffico, Roma sempre tra le peggiori nonostante covid e lockdown

Il traffico caotico di Roma purtroppo è conosciuto in tutto il mondo. Così come le strade devastate dalle buche. Che in passato sono state anche utilizzate da alcune case automobilistiche. Per testare la bontà degli ammortizzatori delle loro automobili. Adesso la piattaforma che gestisce il sistema di rilevazione meglio noto come tom tom ha condotto un nuovo studio, su 57 Paesi in tutto il mondo. Per vedere come il traffico si sia ridotto a causa della pandemia. Che ovviamente ha inciso sugli stili di vita delle popolazioni, a cominciare dal massiccio ricorso allo smart working. E agli effetti del lockdown. Almeno dove questo metodo di contenimento del contagio è stato utilizzato.

I dati forniti sono interessanti, e in parte anche prevedibili. Con una riduzione mondiale del traffico privato pari al 16%. Dato che arriva al 19% nel vecchio continente, e al 20 in Italia. Che detiene una specie di record, in apparenza positivo. In realtà però determinato in larga parte dal primo lockdown di metà marzo 2020. Che è stato più duro di quello adottato da tutte le altre Nazioni occidentali (sulla Cina abbiamo meno notizie disponibili). In tutto questo però, la Capitale sale ancora sul podio delle città con la maglia nera per il maggior traffico. Insieme a Palermo e Genova, che hanno rapidamente scalato questa poco invidiabile classifica. E la ‘mobilità dolce’ tanto reclamizzata dalla giunta Raggi è rimasta solo sulla carta.

La strage dei monopattini. A Roma senza regole siamo al far west (video)

Ogni ora perdiamo 16 minuti nel traffico di Roma

Ed eccoli i dati di quanto tempo perdiamo nel traffico di Roma ogni giorno. Secondo l’indagine capillare condotta dalla società che gestisce il sistema gps denominato tom tom. E che quindi è stata in grado di effettuare una precisa mappatura delle città più congestionate a livello mondiale. Il tasso medio di permanenza fermi in un ingorgo a Roma vale il 27% rispetto al tempo totale impegnato in ogni trasferimento. In termini meno tecnici, significa che ogni mezz’ora perdiamo poco più di otto minuti. Che fanno circa una settimana all’anno. Tanto tempo della nostra vita che potremmo impiegare certamente meglio. Ma che ci ritroviamo a trascorrere intrappolati nella lamiera delle nostre auto.

Il fallimento della ‘mobilità dolce’ promessa dalla Raggi

La classifica impietosa che condanna ancora Roma come una delle capitali mondiali del traffico suona anche come l’ennesima bocciatura per quella rivoluzione della ‘mobilità dolce’ tanto cara alla propaganda grillina. A cominciare dalle nuove corsie preferenziali dedicate alle bici. Che da marzo ad oggi dovevano essere implementate di circa 15o chilometri. Mentre tra ritardi e ricorsi ne sono stati realizzati appena 15.

Ma non va meglio sul fronte del trasporto pubblico, con lo slittamento al 2024 della inaugurazione della nuova fermata archeologica della metro al Colosseo. E il definanziamento degli ulteriori prolungamenti previsti per là metro C. Mentre per potenziare i bus in vista della riapertura delle scuole e garantire il distanziamento anti covid, l’amministrazione ha dovuto fare un bando. Per prendere i pullman dai privati, ovviamente pagando il tutto con soldi pubblici. Ultimo ma non ultimo, il caos che regna con i monopattini elettrici. Vandalizzati e abbandonati un po’ dappertutto. Insomma, se Roma è ancora tra le maglie nere per il troppo traffico, qualche motivo ci sarà. E le responsabilità per questa ennesima debacle appaiono fin troppo chiare.

https://www.romatoday.it/attualita/traffico-roma-dati-2020-.html

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