Tragedia a Formello, la vittima è Umberto D’Errico e faceva il macellaio: aveva 58 anni

Umberto D'Errico

È Umberto D’Errico, 58 anni, la vittima del cedimento del muro di contenimento in via Nazario Sauro a Formello. Volto noto della zona, era proprietario della storica macelleria Il Paradiso delle Carni. L’uomo non ce l’ha fatta: il fango e i detriti hanno travolto il suo appartamento lasciando dietro di sé dolore, rabbia e interrogativi su chi debba rispondere della sicurezza del territorio.

La frana e l’appartamento di Umberto D’Errico travolto

La frana si è staccata dal costone a monte del civico Via Nazario Sauro 48 nella serata di ieri. Sul posto sono intervenuti i Vigili del Fuoco del distaccamento di Vigili del Fuoco, insieme ai militari della Carabinieri e agli operatori del 118. Le ricerche sono state frenetiche, gli scavi immediati, ma l’uomo è stato ritrovato privo di vita sotto la massa di terriccio e materiali crollati. La salma è stata trasferita al Policlinico Gemelli per gli accertamenti di rito. Due condomini sono rimasti feriti e sono stati trasportati in codice giallo al Ospedale Sant’Andrea. Altre dieci persone sono state evacuate dalle loro abitazioni. L’area è stata transennata e posta sotto sequestro per permettere le indagini tecniche.

Umberto D’Errico non era solo un commerciante: era un punto di riferimento a Formello. La sua bottega, affacciata sulla stessa via del crollo, era considerata un’istituzione locale. I messaggi di cordoglio, i ricordi sui social e le parole dei clienti lo descrivono come un uomo instancabile, cordiale e rispettato.

Indagini e responsabilità: si cerca la causa del cedimento

I Carabinieri hanno già avviato i rilievi tecnici per ricostruire la causa del cedimento. Le prime ipotesi indicano il maltempo come concausa, ma gli accertamenti mirano a verificare anche eventuali segnali pregressi di instabilità o omissioni nella manutenzione del muro di contenimento. Si indagherà sulla tenuta delle opere di difesa del pendio, sulla regolarità degli interventi e sulla tempestività delle eventuali segnalazioni. Il sequestro dell’area servirà a preservare la scena e a consentire perizie geologiche e strutturali: servono risposte chiare per stabilire se questa tragedia fosse evitabile o se si sia trattato di un evento imprevedibile e violento.

Nel paese circola un sentimento misto di dolore e rabbia: molti si chiedono se le condizioni del versante fossero note e se le istituzioni avessero fatto tutto il possibile per prevenire il peggio. La morte di Umberto D’Errico ha reso concreta una paura diffusa nei territori ai margini della città: quella del dissesto idrogeologico e della fragilità di infrastrutture “dimenticate”. La cronaca ora lascia il posto all’inchiesta tecnica e, poi, a eventuali responsabilità penali o amministrative. Intanto, sotto il cordone delle forze dell’ordine e tra i fiori lasciati davanti alla saracinesca della sua macelleria, Formello piange un uomo che per molti era più che un commerciante: era parte della vita quotidiana del quartiere.