Trasporto pubblico con bus fantasma, corse cancellate e pendolari lasciati sotto il sole: il debutto di Astral è un incubo. Da Anzio a Pomezia esplode la protesta

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Doveva essere il giorno della svolta. Per centinaia di pendolari è diventato il giorno del caos. Corse saltate senza alcun preavviso, autobus mai arrivati, fermate affollate sotto il sole, lavoratori costretti a giustificare ritardi, studenti universitari rimasti a terra e visite mediche saltate. È questo il quadro che emerge dopo le prime 48 ore della nuova gestione del Trasporto pubblico locale passata sotto il coordinamento di Astral, nell’ambito della riorganizzazione voluta dalla Regione Lazio.

Le segnalazioni si sono moltiplicate soprattutto nell’area del litorale romano e dell’entroterra: Pomezia, Torvaianica, Ardea, Anzio e Nettuno, territori dove il trasporto pubblico rappresenta l’unico collegamento quotidiano con Roma per migliaia di persone.

Sui social network, nei gruppi cittadini e tra le associazioni di pendolari, il malcontento è esploso fin dalle prime ore di ieri, 1° luglio. Il problema non è stato soltanto qualche ritardo fisiologico dovuto al cambio di gestione. Le testimonianze raccontano di corse completamente scomparse, orari non rispettati e informazioni praticamente inesistenti.

Pendolari lasciati alle fermate: “Il bus non è mai passato”

Le storie hanno iniziato ad accumularsi una dopo l’altra. C’è chi ha perso una giornata di lavoro. Chi non è riuscito a raggiungere l’università. Chi ha dovuto rinunciare a una visita specialistica prenotata da mesi. Il denominatore comune è sempre lo stesso: autobus che, secondo gli orari ufficiali, sarebbero dovuti passare, ma che in molti casi non si sono mai visti. In alcune tratte del territorio di Pomezia i cittadini raccontano di aver aspettato anche oltre un’ora sotto il sole, senza ricevere alcuna comunicazione.

A raccontare i disagi sono gli stessi passeggeri, furiosi per il cambiamento… negativo. “Oggi nessun servizio dalle 12 fino alle 13.10. Stavo aspettando il bus per andare a Campobello, ma non è passato nulla. Ieri invece c’era. Così non si capisce niente. Mettete bene gli orari e le corse”, racconta una signora.

Da Pomezia ad Anzio: un territorio che vive di autobus

Per chi vive tra Torvaianica, Pomezia, Ardea, Anzio e Nettuno, il trasporto pubblico è fondamentale. E se Anzio e Nettuno possono almeno contare sulla stazione ferroviaria, gli altri non hanno neanche quella, perché Pomezia, che sulla carta ne ha una, di fatto vede la sua stazione a diversi chilometri di distanza dal centro abitato e, per andarci, chi non ha l’auto deve per forza usare i mezzi pubblici. E quindi i bus del TPL sono il mezzo che permette di raggiungere il posto di lavoro, l’università, gli ospedali, gli uffici pubblici e le scuole.

Proprio per questo motivo il cambio di gestione era atteso con particolare attenzione. Ma le prime due giornate hanno fatto emergere problemi che, secondo i pendolari, sarebbero stati aggravati dalla quasi totale assenza di informazioni preventive. Molti utenti sostengono di non aver compreso quali linee fossero cambiate, quali orari fossero stati modificati e se alcune corse fossero state definitivamente soppresse oppure semplicemente in ritardo.

Napolitano: “Quella emersa non è una lista di lamentele”

Sul caso è intervenuta la consigliera comunale di PomeziaEleonora Napolitano, che aveva invitato i cittadini a raccontare cosa stesse accadendo realmente nel primo giorno della nuova gestione. Dopo aver raccolto decine di segnalazioni, ha inviato una comunicazione all’Ufficio Trasporti del Comune.

“La fotografia emersa – spiega – parla di corse soppresse senza preavviso, ritardi, mancanza di informazioni su orari e percorsi, difficoltà con i biglietti e pendolari lasciati ad aspettare sotto il sole autobus che non arrivavano”. La consigliera sottolinea che non si tratta di un semplice elenco di proteste, ma del racconto di ciò che molti cittadini hanno vissuto nel primo giorno del nuovo servizio. Per questo ha invitato gli utenti a continuare a segnalare eventuali disservizi anche nei prossimi giorni, affinché il quadro possa essere trasmesso agli uffici competenti.

Decine di testimonianze dei pendolari

Decine le testimonianze di un servizio che, almeno nelle prime 48 ore della gestione Astral, ha lasciato centinaia di persone senza punti di riferimento. C’è chi racconta di aver aspettato inutilmente il proprio autobus alle prime luci dell’alba. “Io ho atteso dalle 6:45 alle 7:20 il bus della linea 2, ma non è arrivato. Pensano davvero di poterci trattare peggio di chi vive nella giungla?”, racconta un cittadino. Ancora più pesante la denuncia di una famiglia di pendolari che ogni mattina raggiunge Santa Palomba per prendere il treno diretto a Roma.

“Mio marito, come tante altre persone, era al capolinea di Don Sturzo per prendere l’autobus delle 4:45, visto che inizia a lavorare alle 6:00. Ha aspettato fino alle 6:30, ma non è passato nessun mezzo. Chi deve andare al lavoro o prendere il treno a Santa Palomba come dovrebbe fare?”. Niente, pare, come conferma un altro residente: “La corsa delle 4.45 sulla tratta Pomezia–Santa Palomba è stata soppressa. Nessun rispetto per le coincidenze con il treno. I disagi per i pendolari sono indicibili”.

Le proteste non riguardano soltanto le prime ore della mattina. Anche nel pomeriggio molti utenti raccontano di essere rimasti bloccati alle fermate senza alcuna comunicazione. “La corsa delle 18:25 in via dei Castelli Romani non è passata. Ho dovuto chiamare qualcuno che venisse a prendermi e sono riuscita a tornare a casa solo alle 19:45“.

Zuccalà: “Serve un intervento immediato”

Sulla vicenda è intervenuto anche il consigliere regionale del Movimento 5 Stelle Adriano Zuccalà, che ha chiesto chiarimenti sulla gestione della fase di avvio del nuovo servizio. Secondo l’esponente pentastellato, il passaggio alla nuova organizzazione avrebbe dovuto essere accompagnato da una pianificazione capillare e da una comunicazione efficace verso gli utenti, proprio per evitare le difficoltà che stanno emergendo in queste ore.

“Ho depositato un’interrogazione urgente al presidente Rocca per conoscere il bilancio delle prime giornate di esercizio del nuovo sistema UDR “Litorale Sud” e le risposte che la Regione intende dare per affrontare le numerose criticità segnalate da cittadini ed enti locali. Ecco il risultato della gestione politica della giunta Rocca. Un servizio che non risponde più alle reali esigenze delle città e che rischia di incentivare ulteriormente l’utilizzo dell’auto privata, con ricadute negative sul traffico, sull’ambiente e sulla qualità della vita”.

Il problema non sono solo i ritardi

A preoccupare maggiormente i pendolari non sono soltanto gli autobus arrivati fuori orario, ma le corse completamente cancellate, senza alcuna comunicazione preventiva. Un autobus in ritardo può creare un disagio. Un autobus che non arriva mai costringe invece le persone a riorganizzare completamente la propria giornata.

C’è chi ha dovuto pagare un taxi per raggiungere il posto di lavoro, chi ha perso una coincidenza ferroviaria verso Roma e chi, semplicemente, è rimasto bloccato alla fermata senza sapere se attendere ancora o cercare soluzioni alternative.

Le criticità registrate tra il 1° e il 2 luglio rappresentano il primo vero banco di prova della nuova gestione del Trasporto pubblico locale. I pendolari chiedono soprattutto due cose: autobus che rispettino gli orari e informazioni chiare, in tempo reale, quando una corsa viene modificata o soppressa. Perché per chi ogni mattina sale su un autobus da Nettuno, Anzio, Ardea, Torvaianica o Pomezia non è in gioco soltanto un viaggio. C’è il lavoro, l’università, una visita medica, un esame, un appuntamento importante. E quando il bus non arriva, a fermarsi non è solo una linea del trasporto pubblico: si blocca la giornata di migliaia di persone.