Tre rigori, VAR e gol al 100’: la Lazio vince così 3 a 2 con il Genoa (e cambia tutto in classifica)
All’Stadio Olimpico di Roma, in una serata dal clima strano e con spalti non proprio da grandi occasioni, la Lazio passa da partita “di gestione” a montagne russe pure: avanti 2-0, ripresa, rimonta subita e poi stoccata finale dal dischetto. Tre rigori, proteste, check continui e un finale infinito: il 3-2 arriva quando ormai tutti stavano già pensando al 2-2.
Primo tempo: possesso, ritmo basso, poche fiammate
La prima frazione è un anestetico: la squadra di Maurizio Sarri palleggia ma punge poco, complice anche l’assenza di Mattia Zaccagni (problema all’addome) e un attacco spesso “spento”. Vítinha ha l’occasione più nitida per gli ospiti, ma Ivan Provedel salva con un’uscita provvidenziale. Insomma: 0-0 giusto, spettacolo rimandato.
La svolta: rigore e raddoppio, la Lazio accelera
La ripresa cambia registro. Dopo un check, Luca Zufferli indica il dischetto: Pedro è glaciale e firma l’1-0. Poco dopo arriva il 2-0: Kenneth Taylor chiude l’azione con un inserimento pulito e un piatto che batte Bijlow. Per dieci minuti sembra la classica gara che si mette in cassaforte.
Il Genoa non molla: rigore e pareggio “sporco”
Il Daniele De Rossi Genoa resta in partita con carattere, confermando un momento positivo. Prima il rigore: Ruslan Malinovskyi accorcia dal dischetto (con tanto di nervosismo e cartellini, incluso il giallo a Provedel). Poi il 2-2: corner, confusione in area, palla che resta viva e tap-in ravvicinato di Vitinha. Da lì in poi è “tutti avanti”, senza calcoli.
Finale infinito: altro VAR, altra mano, altra sentenza
Quando il pareggio sembra ormai scolpito, la Lazio spinge con più urgenza e mette palloni dentro. Nel recupero lunghissimo arriva l’episodio che spacca la partita: revisione al VAR, tocco di mano e terzo rigore di serata. Sul dischetto va Danilo Cataldi: conclusione angolata, Bijlow intuisce ma non basta. Gol al 100’, esplosione tardiva dell’Olimpico e 3-2 che vale oro.
Classifica: tre punti che pesano come un macigno
Il successo arriva in un momento in cui i biancocelesti avevano bisogno non solo di punti, ma anche di ossigeno. Prima di questo turno la Lazio era a 29 punti dopo 22 gare, in piena zona “terra di mezzo”; il Genoa a 23. Con questi tre punti, la Lazio si rilancia e — secondo i primi aggiornamenti — mette pressione diretta alla corsa per le posizioni europee, con un balzo che può valere anche il sorpasso su chi sta appena davanti.
Stato di forma: crisi alle spalle? Calma, ma è un segnale
La partita fotografa perfettamente la stagione: difficoltà a “fare male” per lunghi tratti, poi episodi e nervi. Non a caso, alla vigilia la Lazio arrivava con una sola vittoria nelle ultime sette e un digiuno interno che durava da diverse giornate. Vincere così non risolve tutto, ma può sbloccare la testa: perché ribaltare (di nuovo) un finale sporco, dopo essersi fatti riprendere, è il tipo di scossa che spesso cambia un mese.
Il paragone con la Roma: due strade diverse nella stessa città
E dall’altra parte del Tevere? La Roma viaggia su tutt’altro binario: 43 punti dopo 22 gare, terzo posto provvisorio e una delle difese più solide del campionato. La Lazio, invece, sta ancora cercando continuità e identità offensiva (numeri più “stretti” e tanti passaggi a vuoto). Il paradosso romano è qui: una squadra guarda la Champions, l’altra deve costruirsi la rincorsa. Ma notti così, al 100’, servono proprio a questo: a rimettere in moto la speranza.