Triplice omicidio a Roma, uccisi padre, madre e bimba di 8 anni: caccia al killer
Una famiglia distrutta nel giro di pochi minuti. Padre, madre e una bambina di appena 8 anni sono stati uccisi a coltellate all’interno della loro abitazione a Roma, in via Montiglio, nella zona di Casalotti. A salvarsi è stato soltanto il figlio maggiore della coppia, un diciottenne rimasto ferito mentre tentava di sfuggire all’aggressore e riuscito a dare l’allarme.
Per tutta la notte la Polizia di Stato ha battuto il quadrante nord-ovest della Capitale con posti di blocco e ricerche serrate per rintracciare l’uomo indicato dagli investigatori come il principale sospettato della strage.
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Triplice omicidio a Roma: le vittime sono padre, madre e una bambina di 8 anni
La tragedia si è consumata nella serata di venerdì all’interno dell’appartamento dove viveva la famiglia, originaria del Bangladesh. Le vittime sono Kamal Uddin, 39 anni, la moglie Arzu, 38 anni, e la loro figlia Alicia, di appena 8 anni. Secondo i primi riscontri, il killer avrebbe colpito i tre con numerose coltellate. Il figlio diciottenne sarebbe rientrato in casa poco dopo, trovandosi improvvisamente davanti una scena devastante.
Il giovane, unico sopravvissuto al massacro, avrebbe incrociato il presunto aggressore ancora all’interno dell’abitazione. «Mi ha ucciso tutta la famiglia. Sono arrivato a casa e ho visto lui che puliva il sangue. C’era sangue ovunque. Ha ammazzato tutti», avrebbe raccontato ai poliziotti sotto shock dopo essere riuscito a fuggire.
Tra i due sarebbe scoppiata una violenta colluttazione. Il ventenne è rimasto ferito alla testa, alle mani e alle gambe, ma è riuscito a scappare in strada e a chiedere aiuto. Sono stati alcuni residenti, richiamati dalle sue urla, a soccorrerlo e a lanciare l’allarme al 112.
La caccia al killer
Le indagini sono affidate alla Squadra Mobile di Roma, che sta dando la caccia a un connazionale della famiglia, ritenuto il principale sospettato. Secondo gli elementi raccolti finora, il giovane sopravvissuto lo avrebbe riconosciuto. I due lavorerebbero nella stessa catena di supermercati e, secondo quanto emerso nelle prime ore dell’indagine, l’uomo conosceva la famiglia.
Dopo il triplice omicidio si sarebbe allontanato a piedi. Per tutta la notte decine di pattuglie hanno controllato il territorio con posti di blocco nel tentativo di intercettarlo. Una residente ha raccontato agli investigatori di aver visto un uomo fuggire subito dopo il delitto. «Aveva la carnagione scura, indossava una polo azzurra e correva velocissimo. Ho notato che aveva dei guanti», ha riferito. Pochi istanti dopo, in strada è comparso il diciottenne completamente insanguinato. «Gridava che erano tutti morti. Aveva ferite alla testa, alle mani e alle gambe. Abbiamo cercato di tranquillizzarlo mentre arrivavano i soccorsi», ha raccontato un’altra testimone.
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Si cerca il movente della strage
L’appartamento è stato immediatamente isolato dalla polizia. Sul posto sono intervenuti gli agenti del commissariato competente, la Squadra Mobile e la Polizia Scientifica, che ha eseguito i rilievi per tutta la notte. Parallelamente sono iniziate le audizioni di parenti, amici e conoscenti della famiglia per ricostruire il contesto in cui è maturata la strage e individuare il movente. Tra le piste al vaglio degli investigatori c’è anche quella legata ai rapporti personali e lavorativi della famiglia, mentre ogni altra ipotesi resta al momento oggetto di verifica.
La notizia del triplice omicidio si è diffusa in pochi minuti in tutto il quartiere. Residenti e connazionali della famiglia sono rimasti per ore dietro il nastro della polizia, increduli davanti a una tragedia che ha sconvolto l’intera zona. Una famiglia descritta da tutti come tranquilla è stata spazzata via in una sola sera. Ora il racconto del figlio sopravvissuto e il lavoro degli investigatori saranno decisivi per dare un volto definitivo all’assassino e chiarire perché tre persone, tra cui una bambina di appena sei anni, siano state uccise con una violenza tanto feroce.
