Tunisino pregiudicato spaccia droga mentre aspetta la figlioletta davanti alla scuola

arresti carabinieri

I Carabinieri della Sezione Operativa della Compagnia di Perugia hanno arrestato, nel pomeriggio di ieri, un uomo di origine tunisina residente a Perugia, con precedenti di polizia, ritenuto responsabile del reato di detenzione di sostanze stupefacenti ai fini di spaccio. Un servizio di controllo del territorio finalizzato al contrasto dello spaccio di sostanze stupefacenti, realizzato in seguito anche a diverse segnalazioni da parte di alcuni cittadini delle zone limitrofe via Birago, ha consentito ai militari di fermare il tunisino che, mentre aspettava l’uscita della figlia dalla scuola primaria di quella via, davanti alla stessa stava cedendo dello stupefacente a un acquirente.

Il tunisino accompagnato in carcere: ma vi resterà?

L’attività ha permesso ai militari di recuperare 12 grammi di hashish, 95 euro verosimilmente provento dell’attività di spaccio, nonché diverso materiale utilizzato per il confezionamento dello stupefacente. In seguito all’arresto l’uomo accompagnato presso il carcere di Capanne dove si trova ora a disposizione dell’Autorità Giudiziaria mentre l’acquirente è stato segnalato alla Prefettura quale assuntore di sostanza stupefacente.

Un altro tunisino spacciatore crea il panico per non far perquisire la casa

Arrestato un 48enne anche lui di origini tunisine, residente a Molinella, Bologna, per detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti, resistenza a pubblico Ufficiale e lesioni personali. I carabinieri della compagnia locale ricevono ed effettuano un ordine di perquisizione domiciliare nei confronti dell’uomo, disoccupato e già pregiudicato. Il 48enne, rintracciato dai militari all’interno di un bar del paese, accompagnato presso la sua casa per la perquisizione. Una volta arrivati davanti al portone condominiale, il tunisino suona al citofono del suo appartamento e, dopo brevi frasi pronunciate alla moglie in lingua araba, ha terminato con la parola “carabinieri”, per avvertire la donna della loro presenza.

Tutta la famiglia del tunisino si scaglia contro i carabinieri

Una volta aperto il portone del palazzo, cercava di non far entrare i militari, aggredendoli fisicamente con spinte, pugni e schiaffi. Nella circostanza, l’uomo ha cercato di avvertire nuovamente la famiglia, esclamando ad alta voce la frase “…distruggi il telefono…”. I Carabinieri, raggiungevano l’appartamento dell’uomo dove, ad attenderli, c’era il resto della famiglia, composta dalla moglie tunisina e le due figlie di 16anni, le quali si sono subito opposte al controllo dei militari.

La donna ha ripetutamente spintonato i militari, impedendogli di procedere con la perquisizione domiciliare mentre le due 16enni, nel tentativo di raggiungere il padre nell’atrio condominiale, aggredivano i militari con morsi e spinte. L’uomo, rimasto nell’atrio condominiale, ha continuato ad urlare alle figlie di distruggere il telefono. Durante il trambusto, una delle due adolescenti, chiudeva la porta di ingresso. Solo grazie all’abbattimento, i militari iniziavano la perquisizione.

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