Turismo, è un disastro: Draghi intervenga per scongiurare 500mila licenziamenti

coronavirus firenze turismo

La situazione del settore turistico ”è una catastrofe. E’ indispensabile uno scostamento di bilancio per trovare risorse”. Lo afferma il vicepresidente della Camera dei deputati Fabio Rampelli (Vpc-Fdi), commentando l’audizione di Federalberghi. In una nota la definisce ”la rappresentazione plastica della incapacità del governo Draghi non solo di prevenire i problemi. Ma anche di gestirli nel momento della loro recrudescenza. Quello che sfugge ai più – secondo Rampelli – è che l’Italia sta perdendo tutto dell’economia turistica. Graduatorie internazionali, proprietà delle strutture ricettive e intere filiere di professionalità che hanno fatto l’eccellenza della ricettività alberghiera italiana rischiano di essere espulse per sempre dal mercato con gravissimo danno all’offerta dei servizi”.

Rampelli: si trovino subito le risorse per il turismo

”Che il turismo, soprattutto nelle città d’arte, fosse il settore maggiormente colpito dalla pandemia era cosa nota, ma l’assenza di interventi governativi a sostegno degli operatori – afferma Rampelli – dimostra che Draghi ha la testa altrove. Mentre i suoi ministri non hanno forza negoziale in grado di garantire risposte certe e veloci. Si trovino le risorse per lo scostamento di bilancio onde garantire gli ammortizzatori sociali e scongiurare il licenziamento di 500mila professionisti del settore”.

Crollo di oltre il 70 per cento nelle città d’arte

“Le grandi città, che nel 2019 rappresentavano un quinto delle presenze turistiche registrate in Italia, hanno subito un crollo del 71% nel 2021. Pressoché impossibile sopravvivere con questi dati”. E’ quanto dichiara il presidente di Federalberghi Bernabò Bocca. A evidenziare il tema della grande crisi per gli hotel – sottolinea Federalberghi – sono i dati recentemente diffusi da tutti gli osservatori. Nonché il desolante scenario delle città d’arte, private del turismo straniero. La nuova ondata di contagi, inoltre, ha determinato un’ulteriore diminuzione delle già scarse presenze nelle strutture ricettive, aggravandone la situazione economica e finanziaria. Il quadro assume l’aspetto più allarmante proprio nelle località nelle quali maggiore è il peso delle presenze degli stranieri.

Drammatica la situazionbe anche nel settore agro turismo

Con la ripresa dei contagi si segnala una situazione difficile in agriturismo dopo che il 2021 si è chiuso con quasi un milione di arrivi in meno rispetto al prima della pandemia nel 2019. Soprattutto per effetto del crollo delle presenze degli stranieri ma anche degli italiani. E’ quanto emerge da un primo bilancio della Coldiretti sulla base delle indicazioni di “Terranostra”, l’associazione degli agriturismi. Che evidenza la necessità di sostegni di fronte a una situazione di sofferenza sia per l’alloggio che la ristorazione. La tenuta delle presenze nei mesi estivi non è stata certo sufficiente a colmare i pesanti vuoti degli altri periodi dell’anno nelle oltre 25 mila strutture agrituristiche presenti in Italia. Le quali svolgono anche un importante ruolo di presidio ambientale del territorio e della biodiversità.

Si è concluso infatti un anno ancora molto difficile dopo un 2020 drammatico con appena 2,2 milioni di arrivi (-41,3% rispetto al 2019), il numero più basso dal 2010. La composizione degli ospiti rispetto alla nazionalità ha visto la prevalenza degli italiani con 1,5 milioni, in calo di circa mezzo milione rispetto all’anno precedente, mentre gli stranieri sono stati poco più di 669 mila, in calo di oltre 1,1 milioni rispetto al 2019. Il risultato – precisa la Coldiretti – è stato il dimezzamento del fatturato (-49%) che è sceso a 802 milioni di euro.

L’arrivo in questi giorni dei contributi previsti dal decreto del Ministero del turismo del 24 agosto 2021, a favore delle imprese turistico-ricettive, fortemente sostenuti da Coldiretti e Terranostra, per effetto della nuova crisi non è sufficiente a garantire la sostenibilità economica ed occupazionale delle strutture per le quali è necessario ora prevedere nuove misure di sostegno, conclude Coldiretti.