Turismo, Meloni sceglie Gianmarco Mazzi: il nuovo ministro giura al Quirinale


Dopo giorni di indiscrezioni, valutazioni e nomi messi sul tavolo, la casella del ministero del Turismo trova un nuovo titolare. La scelta della presidente del Consiglio Giorgia Meloni è caduta su Gianmarco Mazzi, finora sottosegretario al ministero della Cultura. Una decisione che punta a riportare piena operatività in un dicastero rimasto scoperto dopo le dimissioni di Daniela Santanchè, formalizzate il 25 marzo. Il passaggio è politico ma anche amministrativo: il Turismo torna ad avere una guida definita in una fase delicata per il settore.

Il giuramento al Quirinale e l’avvio immediato

Mazzi è atteso al Quirinale dal presidente della Repubblica Sergio Mattarella per il giuramento che, secondo quanto riferito, dovrebbe renderlo subito operativo. È un passaggio formale, ma tutt’altro che secondario: segna il ritorno a una piena titolarità del ministero dopo una gestione temporanea affidata alla premier. Nel frattempo, il lavoro sul dossier Turismo era stato sostenuto anche da Gaetano Caputi, capo di gabinetto a Palazzo Chigi, e da Gianluca Caramanna, deputato di Fratelli d’Italia poi promosso sottosegretario.

Il toto-nomi, i rifiuti e la soluzione interna

Dopo l’uscita di Santanchè, il confronto sul successore si è mosso tra ipotesi politiche e profili tecnici. Tra i nomi circolati c’erano proprio Gianluca Caramanna, Alessandra Priante, presidente di Enit, e Giovanni Malagò. Il dibattito si è alimentato anche alla luce di alcuni rifiuti importanti, che hanno ristretto il perimetro della scelta. Alla fine ha prevalso una soluzione interna all’esecutivo, considerata evidentemente la più rapida e lineare. Mazzi, già inserito nella macchina di governo, offre continuità istituzionale e una conoscenza diretta delle dinamiche del settore culturale.

Perché la nomina conta per il settore

La nomina di Gianmarco Mazzi non è solo una sostituzione. Per il comparto turistico significa uscire dalla fase transitoria e tornare a dialogare con un referente politico pienamente investito del ruolo. In un Paese in cui il Turismo pesa sull’economia, sull’occupazione e sull’immagine internazionale, la stabilità del ministero ha un valore concreto. Ora la vera prova sarà trasformare la nomina in agenda: coordinamento con territori, promozione, grandi eventi e gestione dei flussi. La partita si apre adesso, e richiederà risultati più che annunci.