Tutta sbagliata la ricetta buonista per le carceri italiane: incendi, aggressioni, suicidi

carcere rebibbia

“Sembra davvero non esserci fine alla spirale di violenza che, da mesi, caratterizza le carceri della Toscana, al centro di costanti e continui gravi eventi critici. E quello appena trascorso è stato un martedì di sangue e violenza nei penitenziari di Pisa e Sollicciano, a Firenze. Per colpa di alcuni detenuti insofferenti all’ordine e alla sicurezza che dovrebbero essere peculiarità imprescindibili di un carcere”. La denuncia arriva dal Sappe, Sindacato autonomo Polizia penitenziaria, per voce del segretario regionale toscano Francesco Oliviero, che sollecita urgenti provvedimenti da parte del ministero della Giustizia. “Ieri pomeriggio, nel carcere di Pisa, un detenuto nordafricano, mentre stava per essere accompagnato all’Isolamento per scontare sanzioni disciplinari ricevute per analoghe violente intemperanze, ha dato in escandescenza.

Detenuti nordafricani seminano il caos

Poi, con l’ausilio di un’arma rudimentale, si è scagliato contro i poliziotti penitenziari – spiega -. L’uomo era una furia: sette poliziotti sono stati feriti e refertati poi in ospedale. Il carcere di Pisa vive, da tempo, una cronica carenza di personale di tutti i ruoli. Anche l’assenza forzata dal servizio del comandante di reparto da oltre un anno, che pure era stato a suo tempo aggredito da un detenuto, sta incidendo negativamente sulla gestione dell’istituto. Ad aggravare questo quadro sconfortante vi è anche la fatiscenza della struttura detentiva, che necessita di una ristrutturazione non più rinviabile”. “Analogo episodio violento è accaduto nella serata di ieri nel carcere di Sollicciano, a Firenze – prosegue Oliviero -. Un detenuto, anch’egli nordafricano, non voleva rientrare in cella e pretendeva anzi che rimanesse sempre aperta.

Carceri, intervenga finalmente il ministero della Giustizia

Al comprensibile diniego del poliziotto, lo ha colpito con schiaffi e pugni. Solo grazie all’intervento di altre unità di Polizia si è evitato che la situazione peggiorasse”. Impietosa la critica del responsabile regionale del Sappe. “Le carceri della Toscana stanno vivendo ormai da tempo momenti di grande difficoltà nella gestione dei detenuti. Sono continue le aggressioni al personale di Polizia, che si verificano senza che vi sia un intervento da parte degli organi superiori, ministeriali e regionali. E anche la gestione e la movimentazione dei detenuti che si rendono protagonisti di aggressioni in Toscana, da parte del Provveditorato regionale di Firenze, ci lascia alquanto perplessi”. Anche Donato Capece, segretario generale del Sappe, sollecita interventi del ministero della Giustizia.

Colpevole inerzia dell’Amministrazione penitenziaria

“Si intervenga al più presto perché il personale di Polizia penitenziaria è allo stremo. Non si può continuare così, senza un minimo di sicurezza per i colleghi che vanno a lavorare e non sanno se e come ritorneranno a casa. Preoccupano questi nuovi gravi episodi avvenuti nelle carceri di Pisa e Sollicciano. Anche perché continuano a restare inascoltate le nostre segnalazioni al Dap sulle disfunzioni e sugli inconvenienti che si riflettono su sicurezza e operatività delle carceri regionali. E soprattutto del personale di Polizia penitenziaria che vi lavora con professionalità, abnegazione e umanità nonostante una significativa carenza di organico. Ed è incomprensibile che chi ha il dovere di intervenire, ossia l’Amministrazione penitenziaria regionale e nazionale, non intervenga tempestivamente”.

Fallite anche le espulsioni dei detenuti stranieri

Capece ricorda anche il fallimento delle espulsioni di detenuti stranieri dall’Italia. Sono state solamente 456 nel 2021. E denuncia che il personale di Polizia penitenziaria non ha ancora ricevuto i previsti guanti anti-taglio, caschi, scudi e kit antisommossa, sfollagente promessi dal capo del Dap, Carlo Renoldi. “La situazione delle carceri italiane, per adulti e minori, è sempre più allarmante per il continuo ripetersi di gravi episodi critici e violenti. Episodi che vedono sempre più coinvolti gli uomini e le donne appartenenti alla Polizia penitenziaria. I quali svolgono servizio nelle sezioni detentive senza alcuno strumento utile a garantire la loro incolumità fisica dalle continue aggressioni dei detenuti più violenti”. Il taser, a suo giudizio, “potrebbe essere lo strumento utile per eccellenza”.

Incendio doloso nei carcere di Reggio Emilia

Un incendio doloso è stato causato da un detenuto all’interno della sezione detentiva riservata per transessuali per l’esecuzione della pena oggi nel carcere di Reggio Emilia. A darne notizie in una nota sono Giovanni Battista Durante, segretario generale aggiunto del Sappe e Michele Malorni, segretario provinciale del sindacato. Tre appartenenti al Corpo di Polizia Penitenziaria in servizio sono intervenuti tempestivamente per evitare conseguenze peggiori, anche per lo stesso detenuto. I tre appartenenti al Corpo intervenuti hanno dovuto fare ricorso alle cure ospedaliere, dove sono stati referti con una prognosi di 10, 5 e 3 giorni. “Sollecitiamo l’immediata chiusura della sezione, con trasferimento della popolazione detenuta trans presso altri istituti più idonei”.

Cellulare, soldi, droga e un Rolex trovati in una cella

Un telefono cellulare, 10 grammi di hashish, una banconota da 50 euro e un Rolex sequestrati nella Casa di Reclusione di Bollate dal08la Polizia Penitenziaria. A dare la notizia è Matteo Savino, vicesegretario regionale per la Lombardia del Sindacato Autonomo Polizia Penitenziaria Sappe, specificando che ieri pomeriggio c’è stata “una fruttuosa perquisizione in carcere a Bollate” e che “nella cella occupata da un detenuto nordafricano” sono stati trovati dal telefono alla droga.

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