Un museo del fascismo? Meglio di no, continuiamo a ignorarlo…
Un museo del fascismo? Meglio di no, continuiamo a ignorarlo. Il recupero e il sequestro di ieri da parte dei carabinieri di gran parte dell’ingente patrimonio del Fondo ”Mostra della Rivoluzione Fascista”, offre lo spunto per una discussione scivolosa e pericolosa. Il materiale era già custodito presso l’Archivio Centrale dello Stato e costituito da gagliardetti militari, labari, e bandiere delle Squadre d’azione fasciste e dei fasci di combattimento che hanno partecipato alla Marcia su Roma, il 28 ottobre 1922. Tutto ciò era scomparso dai locali dell’Ente in circostanze ancora in corso di approfondimento. Tradotto, se ne sono accorti per caso.
Recuperato materiale del fascismo trafugato
L’inventario dell’intera collezione (1065 esemplari), infatti, era stato ultimato nei primi mesi del 2018. Elemento importante per le indagini, che ha permesso agli investigatori di indirizzare immediatamente le ricerche in direzione di un ristretto e specifico settore criminale. Si tratta, per l’appunto, di cimeli molto ambiti per particolari collezionisti, disposti a pagare migliaia di euro, anche per un solo esemplare. Ed in effetti, tutta la refurtiva è finita nella disponibilità di un collezionista della Capitale, compresa un’uniforme di rappresentanza del corpo diplomatico. L’ignaro amatore era convinto di aver recuperato parte di quei gagliardetti e bandiere che erano andati dispersi nel corso del turbolento biennio 1943-1944, dopo la caduta del fascismo.
Il materiale tornerà nelle cantine?
E ora questo materiale storico recuperato dove andrà? Tornerà nelle cantine dell’Archivio di Stato? Così come i molti monumenti fatti realizzare dal fascismo per abbellire le città italiane? Ma è proprio il grandissimo interesse che il fascismo suscita in tutti i suoi aspetti a dover far prendere in esame l’istituzione di un museo dedicato. Sul fascismo sono stati scritti, in Italia e all’estero, decine di migliaia di opere, e ogni anni ne esce qualcuno nuovo. Questo dovrebbe far riflettere. Se noi andiamo il qualsiasi città italiana, anche nelle più piccole, troviamo sempre un ufficio postale, una scuola, un palazzo, un monumento, un acquedotto, un invaso artificiale, una strada, una linea ferroviaria realizzate dal fascismo. Oltre a 110 città di fondazione, ossia realizzate ex novo.
Quando il sindaco antifascista di Predappio lo propose
Qualche anno fa lo proposte il sindaco del Pd di Predappio. Non per celebrare ma per gestire le migliaia e migliaia di pellegrini che ogni giorno si recano nel paese natale del Duce. Ancora, il sindaco antifascista di Salò ha proposto l’istituzione di un analogo museo, realizzando anche mostre, ma la cosa non è ancora decollata. E pochi giorni fa una proposta al Campidoglio è stata ritirata sotto le rabbiose pressioni degli antifascisti in servizio permanente effettivo. Continuiamo a ignorare 20 anni importanti di storia patria. Ma basta girare per le nostre città, come detto, per vederlo, questo museo del fascismo. E raccontiamolo, questo fascismo, anziché negarlo come se non fosse mai esistito. E’ esistito.