Una vendetta della mala romana contro la mafia cinese: nuova pista sui delitti di Prati

mafia cinese

A distanza di quasi una settimana hanno un’identità le due cinesi uccise a coltellate nella casa d’appuntamenti in via Augusto Riboty. Si chiamano Li Yanrong e Yang Yun Xiu, di 55 e 45 anni: c’è anche lo spettro della mafia cinese dietro la loro collocazione e la difficoltà a risalire ai loro nomi.

Vivevano insieme da anni in quell’appartamento al primo piano nel cuore di Prati. Erano amiche, oltre che colleghe nell’accogliere i clienti, e sarebbero state assassinate da Giandavide De Pau, oggi sotto interrogatorio a Regina Coeli davanti al gip. La Squadra mobile ha identificato le due vittime, oltre a Martha Castano Torres, la prostituta colombiana trovata morta poco dopo in via Durazzo, uccisa sempre a coltellate.

De Pau come sicario della mala romana contro la mafia cinese

Secondo il sito Roma Daily news, dietro il raptus omicida di De Pau «resterebbe accreditata anche un’altra ipotesi, questa però centrata su un regolamento di conti, sempre in materia di prostituzione, tra la mafia cinese e quello romano. Quest’ultimo racket mandante dei delitti, peraltro, sempre meno tollerante del più ampio inserimento nei propri affari criminosi della Capitale della gente di Pechino».

Il sito, che aveva intervistato una delle due donne, chiamata Lia, identifica «ua donna chiamata Maria, quest’ultima, reale e unico vero collegamento per l’incasso ed il trasferimento del danaro al racket malavitoso cinese. Un racket evidentemente funzionale nell’incassare elevati importi di danaro, ma certamente, alla luce dei fatti, poco previdente nel cautelare in maniera adeguata il proprio personale al lavoro, peraltro così faticosamente introdotto illegalmente in Italia, difendendolo da soggetti criminali e da persone drogate fuori di mente».

 

 

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