Università Cattolica, Aurigemma apre l’Anno Accademico: “Ricerca e sanità, qui si costruisce il futuro del Lazio”
Sanità, istruzione e ricerca tornano al centro del dibattito regionale all’inaugurazione dell’Anno Accademico 2025-2026 dell’Università Cattolica del Sacro Cuore, dove il presidente del Consiglio regionale del Lazio, Antonello Aurigemma, ha rivendicato il ruolo strategico dell’Ateneo per lo sviluppo del territorio.
“Un punto di riferimento per il Lazio e per il Paese”
Nel suo intervento, Aurigemma ha definito l’Università Cattolica un faro di sapere e un motore di progresso, sottolineando il peso che l’Ateneo ha avuto, e continua ad avere, nel panorama accademico nazionale. Un’istituzione che, ha ricordato, ha saputo costruire nel tempo un equilibrio solido tra eccellenza scientifica e formazione umana. Sono poi stati sottolineati i settori chiave. Sanità, ricerca medica, scienze sociali: ambiti in cui, secondo il presidente del Consiglio regionale, l’innovazione non può limitarsi alla tecnologia. Serve una visione che tenga insieme competenze, etica e dignità della persona.
“L’Università Cattolica – ha dichiarato Aurigemma – da sempre coniuga la profondità della ricerca scientifica con una solida formazione etica e umanistica. Questo approccio è fondamentale, specialmente in settori cruciali come la sanità, la ricerca medica e le scienze sociali, dove l’innovazione tecnologica deve sempre essere guidata da una visione incentrata sulla persona e sulla dignità umana”.
Un riferimento esplicito al modello della Cattolica, che ha costruito la propria identità proprio su questo intreccio, diventando un punto di riferimento anche attraverso ospedali universitari e centri di ricerca.
Un legame storico con il territorio laziale
Aurigemma ha poi richiamato il rapporto stretto tra l’Ateneo e il territorio. “La nostra Regione – ha proseguito – ha un legame storico e profondo con questa Università, che contribuisce in modo determinante alla crescita culturale, scientifica ed economica del Lazio. Le sue facoltà, i suoi ospedali e i suoi centri di ricerca sono risorse preziose che offrono opportunità formative di altissimo livello e producono innovazione al servizio della collettività”.
Nel passaggio conclusivo, il presidente del Consiglio regionale ha allargato lo sguardo. In un contesto segnato da cambiamenti rapidi e complessi, le istituzioni accademiche hanno una responsabilità che va oltre la didattica: promuovere pensiero critico, dialogo interculturale e soluzioni concrete alle sfide del nostro tempo. Da qui l’augurio rivolto a studenti, docenti e corpo accademico per un anno accademico capace di produrre idee, ricerca e nuove scoperte.
