Urbanistica Roma, il Campidoglio sconfessa il VII Municipio: caos su Don Bosco, Quadraro e Tor Fiscale

VII Municipio

Il Campidoglio prende le distanze. E quando Palazzo Senatorio alza le mani, significa che qualcosa si è inceppato sul serio. Nel VII Municipio di Roma, guidato dal PD, la partita su urbanistica e patrimonio si trasforma nell’ennesimo caso politico-amministrativo che lascia i cittadini con più domande che risposte.

Dalle deleghe “creative” di inizio mandato alla gestione infinita del Parco di Tor Fiscale, fino al pasticcio sulla futura Centralità Locale tra Piazza dei Tribuni e Piazza Quinto Curzio, il copione è sempre lo stesso: iniziative annunciate, procedure avviate e poi frenate. E infine smentite dai piani alti di Roma Capitale.

Deleghe, patrimonio e prime crepe

La consigliatura parte già in salita. Il neo presidente municipale nomina 14 delegati, una squadra parallela di “mini assessori” senza portafoglio. Una scelta che solleva più di un sopracciglio, tanto che il Segretario Generale di Roma Capitale scrive che quelle nomine non sono compatibili con l’ordinamento capitolino. Ma le deleghe restano lì, mai formalmente ritirate. Poi arriva il capitolo Patrimonio. E qui la vicenda si fa concreta. Il Parco di Tor Fiscale, gioiello incastonato nel Parco Archeologico dell’Appia Antica, finisce in un limbo amministrativo dopo la scadenza della concessione nell’aprile 2023. La revoca, il nuovo bando, le proroghe di fatto, l’indennità di occupazione. Un iter lungo, farraginoso.

Solo il 5 settembre 2025, con la Determinazione Dirigenziale CI/2593/2025, il Municipio arriva all’aggiudicazione definitiva e alla consegna ad urgenza del compendio immobiliare (casale, stalla, gazebo, info point e area verde) all’associazione A. APS, con impegno ad associarsi con R. Srls. Nel frattempo, però, gli immobili vengono riconsegnati al Municipio il 7 febbraio 2025. E da lì iniziano atti vandalici, effrazioni, danni.

Intanto, nel giugno 2025, il Ministero della Cultura dichiara l’area di interesse culturale ai sensi del Codice dei Beni Culturali, quindi con vincoli più stringenti e maggiori responsabilità. E un’urgenza che arriva dopo anni di stallo. Ma quanto è costata alla collettività questa gestione a singhiozzo, tra mancati introiti e ritardi?

Centralità Locale: il Campidoglio frena

Ma il vero strappo si consuma sull’urbanistica. Il tema è quello della futura Centralità Locale nell’area Piazza dei Tribuni – Piazza Quinto Curzio. Parliamo di spostamenti di cubature, di ridisegno degli assetti, di interessi privati che si intrecciano con scelte pubbliche. A sollevare il caso è un’interrogazione del presidente della Commissione capitolina di Controllo e Garanzia, Federico Rocca, che chiede chiarimenti sul processo partecipativo avviato dal Municipio.

Il Dipartimento Urbanistica di Roma Capitale chiarisce che quell’iniziativa non è stata riconosciuta come procedimento urbanistico formale. Ancora più esplicito l’assessore capitolino all’Urbanistica, Maurizio Veloccia, che precisa che il suo assessorato non è mai stato coinvolto né ha avallato il percorso partecipativo promosso dal Municipio, rivendicato come semplice iniziativa autonoma di confronto con i cittadini e non come fase di un procedimento urbanistico di Roma Capitale. Per l’assessore nessuna ricollocazione di volumetrie può essere presa in considerazione se non riportata dentro l’Assessorato e nei limiti degli strumenti urbanistici vigenti. Non basta. L’assessore Veloccia mette distanza anche rispetto alla procedura con cui il Municipio ha affidato la progettazione della futura Centralità Locale a uno studio professionale che cura anche gli interessi del soggetto privato coinvolto. Formalmente lecito? Certamente. Opportuno? Qui il dubbio è più che legittimo.

Tra i professionisti dello studio figurerebbe infatti la sorella del presidente del gruppo municipale di Italia Viva, forza destinata a entrare nella nuova maggioranza. Un intreccio che, almeno sul piano dell’opportunità politica, impone prudenza. Sul punto, il Dipartimento capitolino precisa di non aver effettuato verifiche su eventuali conflitti di interesse, perché non ha conferito incarichi diretti. Una risposta tecnica. Ma il problema politico resta tutto. Intanto, a scanso di equivoci, Veloccia fa sapere che, in presenza di segnalazioni formali, l’amministrazione capitolina procederà agli accertamenti del caso, richiamando le regole su trasparenza e prevenzione dei conflitti.

Un Municipio isolato

Su Tor Fiscale si arriva all’aggiudicazione dopo anni di ritardi e con una consegna “ad urgenza” motivata da atti vandalici e nuovi vincoli culturali. Sulla Centralità Locale, invece, il Campidoglio sconfessa di fatto l’iniziativa municipale. Come precisa Veloccia nella sua ultima risposta, nessuna ricollocazione di cubature è stata autorizzata, nessun incarico è stato conferito dal Campidoglio a studi professionali sulla centralità locale di Piazza dei Tribuni. Il VII Municipio appare così sempre più isolato, stretto tra ambizioni urbanistiche e richiami formali dell’amministrazione centrale. E mentre nei palazzi si discute di volumetrie e regolamenti, i cittadini aspettano risposte semplici: trasparenza, tempi certi, scelte chiare.

Perché l’urbanistica non è un risiko per addetti ai lavori. È il modo in cui si disegna il quartiere in cui viviamo. E quando chi governa arranca, il conto, prima o poi, arriva a casa di tutti.