Valle Galeria e Roccasecca, contro Zingaretti è rivolta anti monnezza (video)

È rivolta contro il piano rifiuti della Regione Lazio. Che dopo anni in cui si parlava di riciclo e di differenziata oltre il 60 per cento ora sembra tornare indietro. E puntare di nuovo sulle discariche. Prima il tentativo di piazzare la nuova  Malagrotta di Roma a Tragliatella. Sventato per la mobilitazione dei cittadini e dei sindaci dei comuni limitrofi. Poi la individuazione di un possibile sito proprio nella Valle Galeria. Per intenderci a poco più di un chilometro dalla vecchia discarica di Malagrotta. In un territorio inquinato e ancora in larga parte da bonificare. E adesso il colpo di scena. L’autorizzazione a proseguire con la discarica di Roccasecca fino al termine e del 2020. E di innalzarla fino a una quota di 16 metri, rispetto ai dieci metri attuali. Si capisce che alla Regione Lazio non sanno dove conferire i rifiuti e che sono in emergenza. Ma le scelte fatte non convincono nessuno e i cittadini sono in rivolta. A Roma come nel frusinate. Perché di nuove montagne di immondizia davanti alle porte delle loro case non ne vogliono proprio sentir parlare.

A Valle Galeria è battaglia legale contro la discarica tra comitati e Regione 

I cittadini di Valle Galeria di una nuova discarica nel loro territorio non ne vogliono proprio sentir parlare. Ed è difficile dargli torto, dopo che per trent’anni si sono dovuti subire Malagrotta uno.  Che nasceva come discarica  temporanea, pensate un po’ questa che sarebbe definitiva. In più tutta la zona è ancora da bonificare e la scelta di Monte Carnevale sembra davvero un accanimento terapeutico. O una situazione di comodo, visto che la cava è già pronta e che basta ampliarla. E cambiare i codici per il conferimento. Su  tutta la vicenda la dirigente regionale Flaminia Tosini è già stata sentita in Commissione parlamentare Ecomafie. Anche per questioni relative alla proprietà del sito, perché si tratterebbe sempre della stessa filiera. E la battaglia politica e legale sembra appena all’inizio. Intanto il comitato  Valle Galeria Libera e l’Associazione Raggio Verde hanno impugnato tutti gli atti regionali al TAR del Lazio. Che in prima battuta ha sospeso i lavori sul sito fino a metà aprile. Poi proprio venerdì 17 la doccia fredda. Con una nuova ordinanza lo stesso Tribunale amministrativo ha dato il temporaneo via libera. Ma i cittadini non demordono. Non significa niente, spiegano i rappresentati dei comitati. Il TAR ha deciso così perché non era stata impugnata la VIA (valutazione di impatto ambientale ndr). Cosa che abbiamo fatto in un separato giudizio. E comunque ancora c’è tutta la battaglia sul merito.

Il TAR ferma Malagrotta 2 e il primo round è dei cittadini

Il sindaco di Roccasecca dopo il via libera all’ampliamento della discarica: imbarazzato a portare la fascia di primo cittadino 

La rivolta contro le nuove discariche e gli ampliamenti di quelle esistenti voluti dalla Regione Lazio non si ferma a Roma. Infatti è sceso sul piede di guerra anche Giuseppe Sacco, sindaco del comune di Roccasecca nel frusinate. Qui la discarica già c’è da un pezzo, e doveva chiudere in via definitiva a marzo di quest’anno. Ma la Regione ha chiesto al governo nazionale una autorizzazione ad andare in deroga. Sia per la data, spostando la chiusura al 31 dicembre. Sia per l’altezza della collina di rifiuti. Chiedendo di poter elevare la quota fino a sedici metri. E il governo Conte si è rimangiato il vecchio provvedimento del marzo 2019 accogliendo le nuove richieste di Zingaretti e della sua giunta. Un’istanza motivata anche dall’emergenza Covid, che sta diventando il passepartout per ottenere qualunque cosa. Una complicità grave del Consiglio dei Ministri anche per Antonio Abbate, già sindaco di Roccasecca che boccia senza mezzi termini ampliamento e proroga. E così la MAD di Valter Lozza potrà continuare a trattare le 1600 tonnellate di rifiuti al giorno che a Roma rischiavano di rimanere per strada. Mentre altri impianti della Regione lavorano a metà del loro potenziale. Il governo si è rimangiato la parola, spiega accoratamente il sindaco Sacco in un video pubblicato sulla sua pagina Facebook. Siamo un comune piccolo, e i più piccoli rimangono senza giustizia. I miei cittadini hanno difficoltà a vedere le montagne nascoste dalla gigantesca collina di spazzatura. Vado avanti per la mia strada, ma provo molta difficoltà ad indossare la fascia di primo cittadino in questa situazione.

https://www.news-24.it/ampliamento-della-discarica-a-roccasecca-il-sindaco-sacco-il-governo-si-e-rimangiato-la-parola-provo-imbarazzo-ad-indossare-la-fascia-di-primo-cittadino-siamo-un-comune-piccolo-ed-emarginato/

E’ difficile commentare certe scelte a caldo. Ma non sono capace di parlare il politichese e su certi temi, per rispetto dei cittadini, non ci si gira intorno….

Pubblicato da Giuseppe Sacco su Lunedì 20 aprile 2020

 

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