Vaticano, apre ai turisti la “casa del vescovo”: vi si firmarono i Patti Lateranensi

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La nuova vita del Palazzo Lateranense per volontà del Papa: la casa del vescovo di Roma apre i battenti ai turisti. Quasi tremila metri quadri, dieci sale, l’appartamento papale, la cappella privata, lo scalone monumentale che porta direttamente nella basilica di San Giovanni in Laterano. E il tavolo dove furono firmati i Patti Lateranensi. Sorprenderà il visitatore il Palazzo Lateranense  che apre le sue porte dal 13 dicembre . Un allestimento completamente nuovo, un percorso in sicurezza – accessibile a tutti – che attraversa il primo piano del Palazzo Apostolico con ingresso da piazza di Porta San Giovanni, proprio accanto alla cattedrale di Roma.

Al tavolo nella casa del vescovo firmati i Patti Lateranensi

Sarà possibile accedere al sito solo con visite guidate, in gruppi di massimo 30 persone, accompagnati delle Suore Missionarie della Divina Rivelazione, che da anni a Roma propongono itinerari di arte e fede. E’ stato il Papa a suggerire di rivitalizzare quella che per secoli è stata la residenza dei Papi, prima che fosse trasferita in Vaticano. “Conosciamo bene il significato profondo di questo luogo – sottolinea il vicario di Roma, cardinale Angelo De Donatis –. E sarebbe stato davvero un peccato non aprirlo al pubblico, perché un bene così grande va condiviso, va offerto agli altri. Chi era attaccatissimo a questo luogo, e addirittura voleva venire a viverci, era Giovanni XXIII.

Quell’area edificata nel 312 d.C.

Papa Francesco, da un po’ di tempo a questa parte, firma tutti i suoi documenti dal Laterano per mettere in evidenza il legame con il luogo che custodisce la cattedra del vescovo di Roma”. Ad accompagnare i visitatori saranno le Missionarie della Divina Rivelazione. Per ripercorrere la storia del Palazzo Lateranense bisogna tornare indietro fino al 28 ottobre dell’anno 312, quando le truppe di Costantino sconfissero Massenzio nella celebre battaglia di Ponte Milvio. Sul soglio di Pietro sedeva in quegli anni Papa Milziade I, al quale Costantino donò l’area e le costruzioni un tempo appartenute all’antica famiglia dei Laterani. Nel corso dei secoli, tra danneggiamenti, traversie e saccheggi, questi luoghi conobbero il loro massimo splendore nel periodo medioevale, sotto il papato di Innocenzo III e Bonifacio VIII.

I Papi vi risiedettero per circa mille anni

Il Palazzo ricoprì la funzione di residenza dei Papi per circa mille anni. Ma, al rientro dell’autorità papale, a seguito della “cattività Avignonese” (1309-1377), seguì l’abbandono. Come luogo scelto per ospitare il Papa infatti designato il Vaticano. Non solo per gli aspetti geografici che lo rendevano più sicuro, ma soprattutto in virtù della presenza della tomba di Pietro. Nonostante questo, il Palazzo continuerà a mantenere intatta la prerogativa di Patriarchium. Tutti i Papi, difatti, una volta eletti al soglio pontificio, faranno la loro presa di possesso nel Laterano. La riqualificazione urbanistica di tutto il complesso avvenne per volontà di Papa Sisto V (1585-1590), il quale realizzò una serie di ristrutturazione ed edificazioni nell’area circostante e in tutta la città. Però tutti i suoi successori scelsero come dimora il Vaticano.

(Foto: International Web Post)