Vergogna a Roma. L’infermiera sfinita trova la metro chiusa

Lei si chiama Paola, e fa l’infermiera con turno pomeridiano e serale. È uno di quegli angeli che spesso ringraziamo, per televisione e nelle trasmissioni ufficiali. Sul cui eroismo ci riempiamo la bocca. Salvo poi non garantirgli nemmeno il trasporto pubblico. Ciao ATAC sono Paola, scrive l’infermiera davanti alla serranda chiusa. Quella che blocca l’accesso alla Metro a piazza Re di Roma. Sono le 21, non ho la macchina e mi fanno male i piedi. Mi viene da piangere, pensavo di fare in tempo ma la metro è già chiusa. Ora non so come fare a ritornare a casa. E’ quanto racconta Paola al sito attaccati al Bus. Un forum di denuncia irriverente su cui gli utenti hanno piena libertà di parola. E di sfogo rispetto alle troppe cose che non vanno nel trasporto a Roma. Sperando che qualcuno in azienda o in Campidoglio legga e si metta una mano sulla coscienza. Anche se finora non sembra che sia successo.

Metro chiusa alle 21. Ma nessuna indicazione alla stazione e l’infermiera resta a piedi

La metropolitana di Roma effettua l’ultima corsa alle 21.00. Sono i nuovi orari imposti dall’emergenza legata al coronavirus. Per evitare turni troppo lunghi e stressanti per autisti degli autobus e per i macchinisti. Giusto, ma forse sarebbe il caso di dare maggiore pubblicità ai nuovi orari. Non soltanto sulla piattaforma dell’info mobilità di ATAC. Ma anche con avvisi affissi nelle stazioni metro e sulle fermate delle linee di superficie. Perché non tutti hanno tempo e modo di collegarsi ogni giorno sul web. Così è successo che Paola è rimasta a piedi. Di notte, davanti alla fermata chiusa della metropolitana a Piazza Re di Roma. Faccio l’infermiera in una struttura dedicata al Covid, ha raccontato Paola al sito attaccati al Bus, attivo nel raccogliere le denunce degli utenti sui disservizi del trasporto pubblico. Sono una neo laureata e non ho la macchina. Stacco alle 21 la sera, e ringrazio ATAC per avermi lasciato a piedi. Vi giuro sono seduta a terra e a stento trattengo le lacrime per la stanchezza e il nervosismo. Ho dolore ai piedi e al naso come se me lo avessero preso a pugni. E ora dovrò elemosinare un passaggio a casa. Ammesso che qualcuno si fermi.

Taxi e car sharing per medici e infermieri. Ma non è sufficiente 

L’ATAC ha previsto un servizio di car sharing con cento vetture per medici e infermieri che escono tardi dal lavoro la sera. Visto che autobus e metropolitana chiudono inesorabilmente alle 21. Ma il numero di macchine a disposizione degli operatori della sanità non sembra essere sufficiente. Poi ci sono i taxi, che hanno messo a disposizione 50 vetture per accompagnare dottori e infermieri da e per lo Spallanzani. Oltre ad alcune app come quella di my taxi. Anche qui però non è tutto facile. Perché tra quelli che lavorano in ospedale fino a tardi ci sono anche persone che non si occupano direttamente della salute dei pazienti. Ma che sono indispensabili. Come gli addetti alle pulizie. O il catering che porta i pasti ogni sera per i nosocomi che non hanno cucina interna. Gente che spesso non ha la macchina e che è in grave difficoltà. ATAC dovrebbe svegliarsi, e pensare un servizio dedicato anche per loro. Ci sembra proprio che se lo meritino.

http://attaccatialbus.blogspot.com/2020/04/lirresponsabilita-di-atac-ai-tempi-del.html

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