Via Aurelia, l’ingresso di Roma trasformato in una giungla: erba alta, rifiuti e degrado tra i turisti diretti a San Pietro (VIDEO)
Da aiuola curatissima, con tanto di roseto, a giungla selvaggia. Erba alta al punto da coprire quasi la segnaletica verticale, cartoni di pizza, lattine vuote e rifiuti vari gettati e nascosti tra l’erba: non è certo un bel biglietto da visita, quello che accoglie turisti, delegazioni e anche i romani stessi, in uno dei principali punti di accesso a Roma. Il luogo “incriminato” è sulla via Aurelia. A segnalarlo Daniele Giannini, esponente della Lega ed ex presidente del Municipio XIII.
“Sembra un parco abbandonato, invece è l’ingresso di Roma”
“Siamo nel nuovo parco d’affaccio? No, siamo su via Aurelia, all’entrata di Roma”. Daniele Giannini parte da qui e il tono è quello di chi conosce bene quella zona e non accetta più di vedere lo stesso copione ripetersi. Quella che un tempo era un’aiuola ordinata, con un roseto curato e una funzione precisa di arredo urbano, oggi si presenta come una distesa di erbacce alte e incuria. “Una volta qui c’era un roseto bellissimo. Negli anni del disinteresse del grande Gualtieri è diventata una giungla. Questo è il biglietto da visita con cui si entra a Roma”. Il punto, sottolinea, non è solo estetico. Perché quella zona non è un angolo periferico dimenticato, ma uno degli accessi più trafficati e visibili della Capitale.
Via Aurelia è uno dei principali assi di ingresso per chi arriva da Fiumicino, per i pullman turistici e per le delegazioni dirette verso San Pietro e il Vaticano. “Qui passano tutti: turisti, corpi diplomatici, delegazioni, autobus dall’aeroporto. In tutte le città del mondo, ma anche nei Comuni intorno a Roma, le rotatorie e le aiuole all’ingresso sono curate, perché rappresentano il primo impatto con la città”.
E invece, denuncia Giannini, chi entra a Roma si ritrova davanti “due metri di fratte”. Una fotografia che stride ancora di più se confrontata con i milioni investiti nei grandi progetti urbani e nei cantieri legati al PNRR.
“Roma non è solo grandi opere, conta la manutenzione ordinaria”
Il bersaglio della critica è la gestione ordinaria. “Abbiamo lavori giganteschi ovunque, cantieri del PNRR, opere enormi. Ma la manutenzione ordinaria? Eccola qua. La capacità di un’amministrazione comunale o municipale si vede proprio da questo: da come sa gestire il quotidiano”. Secondo l’ex presidente del Municipio XIII, il problema non è solo l’erba alta, ma il messaggio che si trasmette. “Manca poco e non si vedranno più neanche i cartelli stradali. Guardate a che punto è arrivata la vegetazione”.
Un degrado che, inevitabilmente, finisce per attirarne altro. Quando un luogo viene lasciato al disinteresse, succede sempre la stessa cosa: oltre al verde fuori controllo, arrivano anche i rifiuti. Tra l’erba alta, infatti, si accumulano lattine, bottiglie, cartoni di pizza e sporcizia di ogni tipo.
“Diventa una discarica. La gente maleducata purtroppo c’è, ma quando vede zone lasciate così si sente autorizzata a sporcare ancora di più”. Giannini indica i cumuli nascosti tra la vegetazione e non nasconde la rabbia. “È un ricettacolo di lattine, bottiglie e cartacce. Mi avveleno per questa mancanza di cura del verde, perché Roma dovrebbe basare tantissimo proprio su questo”.
“Tagliano alberi e piantano stecchini, ma non sanno curare un’aiuola”
L’affondo finale riguarda la gestione complessiva del verde urbano. “Continuano gli abbattimenti degli alberi, continuano a piantare stecchini, ma non sono capaci di tagliare l’erba e rendere questa un’aiuola degna dell’ingresso di Roma”. Per Giannini non si tratta di una semplice operazione di sfalcio, ma di una questione di immagine e dignità urbana. “Questa non è solo erba da tagliare. Questa deve essere un’aiuola di arredo urbano, precisa, curata. Perché il primo sguardo di chi arriva a Roma passa da qui”.
E oggi, quel primo sguardo, assomiglia più a una giungla che alla Capitale d’Italia.