Via Tiburtina a 4 corsie, parte un altro cantiere da 16 milioni della ‘Ryder Cup 2022’: Roma non scioglie i nodi costi e tempi

Roma, Ryder Cup 2022, foto Google Maps con inserimento logo della iniziativa di golf

Contenuti dell'articolo

La Città Metropolitana di Roma guidata dal sindaco Roberto Gualtieri ha rimesso in moto un progetto relativo alla via Tiburtina per il suo ampliamento a 4 corsie, a ridosso di Guidonia, dando l’avvio agli scavi archeologici e sondaggi necessari per poi far partire il cantiere da 16 milioni di euro. Il documento (che inseriamo alla fine di questo articolo, in formato scaricabile) parla chiaro.

L’oggetto dell’autorizzazione della Città Metropolitana di Roma recita: “Raddoppio via Tiburtina fino al C.A.R. Allargamento via Tiburtina a 4 corsie da Albuccione fino al C.A.R. 1° Lotto funzionale dal Km 1+778 al Km 3+227 in variante al progetto (CUP F91B18000330002) – Intervento n° 29 Ryder Cup – Intervento di adeguamento SS 5 Tiburtina dal Km 17+000 al Km 21+000 – Parco
Archeologico di Santa Sinforosa (CUP C97H20000310002). Decreto di occupazione temporanea aree per lavori di scavi archeologici e sondaggi ai sensi dell’art. 49 del D.P.R. 327/2001 e successive modifiche ed integrazioni”.

“Ryder Cup 2022” e il contorno: altri cantieri, stessa domanda sui cronoprogrammi

L’intervento viene inquadrato nel perimetro Ryder Cup 2022, ossia nell’insieme di lavori previsti dall’allora giunta regionale Zingaretti bis nel 2018. Una serie di cantieri e lavori finalizzati, secondo Nicola Zingaretti – attuale capogruppo dem in UE – a predisporre il terreno per lo svolgimento del grande evento di golf che si è tenuto poi – causa Covid – nel 2023. Ed è qui che il ‘caso Tiburtina’ si collega, “in seconda battuta”, ad altri cantieri con la stessa ‘etichetta’, Ruder Cup 2022, partiti di recente, quindi sempre con anni di ritardo, come da noi ricostruito le scorse settimane. Come la rotatoria da 4 milioni raccontata nei giorni scorsi dalla stampa locale, avviata anni fa e formalizzata con atti recentissimi.

I fondi: una scia lunga tra programmazione e aggiornamenti

Tornando all’ampliamento della Tiburtina, il documento della Città Metropolitana di Roma, del 19 febbraio, richiama cifre che aiutano a capire il peso pubblico dell’intervento. Ma in modo forse un po’ nebuloso.

Si parte da un finanziamento regionale indicato in 8,7 milioni legato alla stagione del PRUSST e si arriva a importi maggiori nelle fasi successive. L’inserimento in programmazione per 15 milioni e, più avanti, un primo lotto funzionale indicato in 16 milioni, con ripartizioni su più anni.

In parallelo, la dimensione economica definitiva appare ancora più nebulosa se si considerano gli importi complessivi collegati a più gare e lotti: un tema che, invece, meriterebbe chiarezza e precisione assoluta nella rendicontazione pubblica. Una chiarezza che al momento non sembrerebbe esserci.

Il tempo come variabile politica: un progetto che slitta da anni

Il nodo, per chi guarda questa storia da fuori, è anche il calendario, non solo i conti nebulosi. Il progetto attraversa più stagioni amministrative e nel tempo registra passaggi, aggiornamenti e proroghe. Il risultato è un paradosso ricorrente nelle opere strategiche: nel 2026 si torna a parlare di indagini archeologiche preliminari, mentre l’opera è associata a un’etichetta di urgenza legata alla Ryder Cup 2022. La determina descrive un passaggio necessario, ma non contiene un messaggio di “arrivo”: non è un taglio del nastro, è una ripartenza in un tratto di percorso che dura e si trascina da anni.

Dov’è il cronoprogramma pubblico? E il conto finale aggiornato?

Resta infine una domanda politica che va oltre la singola determina della Città Metropolitana di Roma e di Gualtieri: perché, a distanza di anni e con l’etichetta “Ryder Cup 2022”, si continua a spendere — o a mettere in moto spese — denaro pubblico come fosse ordinaria amministrazione, senza che ai cittadini venga restituito un quadro semplice e verificabile?

Anche quando le opere sono necessarie, il punto è come vengono raccontate: tempi certi, costi certi, responsabilità chiare, aggiornamenti periodici accessibili. Invece si procede per atti successivi, proroghe e nuove “ripartenze”, mentre chi paga le tasse vede solo cantieri che si allungano e documenti che non dicono l’essenziale. Se la trasparenza è un dovere, allora la domanda è inevitabile: dov’è il cronoprogramma pubblico? dov’è il conto finale aggiornato di questi lavori per la Ryder Cup 2022? Speriamo qualcuno ci risponda.